Servizi sociali: Cittadinanzattiva, “ingenti somme e assunzioni, ma senza ascoltare i destinatari dei veri bisogni. Associazioni ancora escluse dalle decisioni”



Messina, 27 agosto – di Giuseppe Bevacqua

Già siamo al lavoro e stiamo portando avanti la progettazione“, così si è espresso l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Messina, Alessandra Calafiore, durante le interviste rilasciate alla firma del protocollo che sanciva l’apertura del primo centro diurno per l’autismo a Messina. Allora come oggi si parla anche di “ingenti somme” che sarebbero state spese o in procinto di essere impiegate. Ma per cosa?

ESISTE LA MAPPA DEI BISOGNI DELLE POLITICHE SOCIALI? Vecchi interrogativi senza nuove risposte…

E’ l’interrogativo che si pongono le associazioni di portatori di disabilità che, come consuetudine di questa amministrazione, secondo più voci che provengono da dette associazioni di familiari, non vengono coinvolte nel processo decisionale di programmazione e investimento. Così, per l’ennesima volta, Cittadinanzattiva con una nota a firma di Angela Rizzo e Marco Bonanno chiedono a gran voce che si rispetti l’impegno preso dal Sindaco di Messina Federico Basile e che, tra una funzione religiosa e un’altra, tra un incontro per la campagna elettorale e i giri legittimi nella Città Metropolitana, trovi il tempo di ascoltare e condividere con coloro che sono i veri destinatari degli investimenti, di cosa effettivamente c’è bisogno. Ma anche sapere con precisione “quanti sono” i soggetti portatori di disabilità, visto che ancora oggi si parla di mappa del fabbisogno. E magari ancor prima di procedere ad assunzioni (920 unità) per servizi che non sarebbero ben definiti e censiti. Assumere per quali servizi? Per quanti soggetti bisognosi? Non sono interrogativi che possono essere posti PRIMA di sapere a quante persone con disabilità bisogna provvedere, perché il rischio è quello di produrre ESUBERI e COSTI per il Comune di Messina.

Così “dal 22 giugno 2022 chiediamo di mettere in agenda un appuntamento per ricevere i genitori di bambini, adolescenti e adulti affetti dallo spettro autistico e di tutti coloro che sono portatori di fragilità” scrive Cittadinanzattiva nella nota dolente. “Purtroppo dobbiamo constatare con dispiacere che a oggi lei (il Sindaco Basile ndr.) non ha trovato uno spazio da dedicare alle esigenze delle persone con disabilità e ai loro familiari”. Un j’accuse chiaro e inequivocabile che dimostra come le intenzioni di questa amministrazioni, dichiarate solo in presenza dei giornalisti, non si siano trasformate in atti concreti e che il sistema delle politiche sociali continui a navigare come al solito: assunzioni ma senza una mappa “di navigazione”, cioè la definizione di esigenze e numeri certi. Come produrre pane senza sapere quanti ne consumeranno, con il rischio che si debba gettare nella spazzatura, a dispetto del costo di produzione e dello spreco!

L’Ente Locale gestisce ingenti somme destinate alle persone con disabilità e la 328/2000 IMPONE la programmazione degli interventi di aiuto mediante la progettazione fatta insieme ai soggetti portatori di interessi, ma tutto ciò a oggi non è avvenuto” scrivono Bonanno e Rizzo. “L’atmosfera iniziale di pragmatismo è stata immediatamente spazzata via e mentre lei, signori sindaco, che auspicava sinergia e collaborazione con le associazioni, l’assessora alle politiche sociali dichiarava ai microfoni dei giornalisti di essere già al lavoro per portare avanti la programmazione. Con chi sta portando avanti la progettazione? A lei, sindaco, e all’assessora ricordiamo il motto della carta dei diritti delle persone con disabilità: ‘Nulla su di Noi senza di Noi’! ” concludono Rizzo e Bonanno.

Quale atteggiamento deriverà da parte dell’amministrazione nei confronti di questa ennesima richiesta di attenzione e coinvolgimento da parte di coloro che già soffrono per patologie e disabilità? Quale da parte di Sindaco e assessore nei confronti dei loro familiari? Riterranno questa nota “l’ennesima scocciatura da parte di Cittadinanzattiva” o meglio da parte della “solita” Angela Rizzo o del “solito” Bonanno, che peraltro “è dipendente comunale” e che pertanto, forse il senso di ricordarglielo è che dovrebbe tacere? Insomma è polemica, come l’ha definita il Sindaco Basile, da parte dei disabili e delle loro famiglie voler avere contezza di cosa si sta facendo per loro? O forse l’aria è davvero cambiata e, come detto dal Sindaco quando chiese a noi di Vocedipopolo di uscire dalla sala dove si teneva il tavolo tecnico per il Centro diurno, “non avete capito che avete un sindaco diverso”? Speriamo che sia vera la seconda delle ipotesi e prevalga il senso dell’amministratore che ascolta per bene agire. Nell’interesse delle parti in causa.

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