Polizia Municipale: visite mediche del personale e ferie. Il CSA “Responsabilità dell’amministrazione il mancato rispetto degli obblighi di legge. Avvertire la Stampa non è mancanza di rispetto”

La vicenda delle ferie programmate e autorizzate e la concomitante convocazione del medico legale incaricato dal Comune di Messina, il dottor Salvatore Abbate di Taormina, (peraltro anche candidato con Sicilia Vera!) tiene banco ed evidenzia lo stato d’animo che intercorre da tempo tra il personale e l’amministrazione comunale, e l’atteggiamento che altresì sembra esserci da parte di quest’ultima nei confronti delle giuste esigenze del Corpo di Polizia Municipale. Rapporti che vengono costantemente e sistematicamente mediati e limati dal CSA la sigla sindacale che maggiormente rappresenta i dipendenti comunali in forza nella Polizia Municipale.

Il punto era stato evidenziato proprio da CSA e atteneva un obbligo a sottostare a visita programmata per i dipendenti in sorveglianza sanitaria, molti dei quali in ferie (ad agosto) preventivate e concordate. La mancata presentazione era, infatti, intesa dall’amministrazione comunale come violazione soggetta a sanzione disciplinare quanto meno.

La mediazione c’è stata anche in questo caso ed il CSA ha raggiunto lo scopo di “far ragionare” l’amministrazione comunale, nella persona della segretaria comunale Rossana Carrubba, che ha opportunamente e molto correttamente previsto una certa flessibilità permettendo che le visite possano essere concertate anche mediante lo spostamento dei turni tra i dipendenti che si trovano magari in ferie e fuori città. Sarebbe stato, infatti, quanto meno assurdo che un dipendente che esercita il diritto alle ferie e prevede un viaggio fuori città per motivi anche e spesso familiari, si possa ritrovare a rischiare un procedimento disciplinare se non peggio.

AMMINISTRAZIONE INADEMPIENTE

Ma il punto sul quale il CSA non intende mediare e che mette in rilevanza è quello della responsabilità oggettiva di questa corsa alla visita medica. Si evince dal botta e risposta tra la segreteria generale del Comune di Messina e il Csa nel punto in cui la segretaria Carrubba ricorda come “l’obbligo giuridico di effettuare le visite mediche” ricade nel termine perentorio di 12 mesi abbondantemente sforato dal Comune di Messina e di fatto prorogato da S.PRE.S.A.L. con verbale del 28 marzo di quest’anno, a novanta giorni, “ormai decorsi e per il quale è stata concessa una breve proroga che scade nel mese di settembre”, ammette la Segretaria generale del Comune. Un termine largamente sforato, prorogato e ri prorogato per cause imputabili all’amministrazione comunale e non certo per colpa dei lavoratori. E’ quanto sottolinea il CSA con la sua nota di riscontro: “Il termine perentorio dei 90 gg., scrivono Fotia, Contestabile e Giordano e Rinaldi, fissato dal Dipartimento di Prevenzione U.O.C. S.PRE.S.A.L in data 28/03/2022 e poi prorogato al mese di settembre risulta essere un termine tassativo a carico dell’Amministrazione. Pertanto le circostanze che hanno portato quest’ultima ad non adempiere agli obblighi di legge e successivamente a non rispettare il termine perentorio imposto dallo S.PRE.S.A.L (90 gg.) risultano lacune da imputare all’Amministrazione che non devono in alcun modo ripercuotersi sulla vita privata dei lavoratori”. Quindi la cosiddetta corsa alle visite programmate sarebbe dovuta ad inadempienza del Comune e non certo per indisponibilità dei lavoratori.

L’AMMINISTRAZIONE E IL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Inoltre c’è un altro punto che la dice lunga sulla considerazione che l’amministrazione dimostra di avere nei confronti della direzione del Corpo di Polizia Municipale, nella persona del suo Comandante. L’elenco delle visite infatti “visto il periodo, sottolinea il CSA, poteva essere definito dalla Direzione Generale di concerto con il comando della P.M. così da inserire in elenco i colleghi in servizio e procrastinare tale obbligo per i colleghi in ferie”.

LA SEGRETARIA GENERALE, I SINDACATI E LA STAMPA

Ma la polemica seppur in tono garbato continua a porre un interrogativo inquietante quando la segreteria generale RIMPROVERA (!!!!) le sigle sindacali di essersi rivolte agli organi di stampa: “Il coinvolgimento unilaterale degli organi di stampa, scrive la segretaria Rossana Carrubba, da parte di codeste Organizzazioni Sindacali fa emergere una poco edificante immagine di un ente litigioso, ove regnano scontri e ove i dipendenti subiscono violazione dei propri diritti e prerogative“. Pertanto, secondo quanto sottoscrive la segretaria generale del Comune, nonché direttore generale, si ricorda, i sindacati farebbero meglio a non comunicare con la Stampa. Insomma un’enormità.

Puntuale la risposta del CSA: “Il coinvolgimento degli organi di stampa non è una mancanza di rispetto nei confronti dell’etica professionale del Segretario Generale – Direttore Generale
ma risulta essere una cassa di risonanza atta ad evidenziare talune problematiche che insorgono a fronte di prese di posizione di codesta Amministrazione
che in certi casi risultano del tutto incomprensibili. Tale condotta non è pertanto finalizzata a porre in essere un attacco mediatico
nei confronti del Segretario Generale – Direttore Generale, né tanto meno adultera il proseguo delle relazioni sindacali in quanto trattasi di una mera trasposizione dei contenuti concernenti i comunicati delle rispettive OO.SS. “. Insomma avvertire la Stampa è un diritto, scriverne è un dovere, conoscere i fatti un bene primario e imprescindibile.

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  1. salvatore ingrassia says:

    continua l aggressione e il menefreghismo delle ultime 2 Amministrazioni nei confronti del Corpo della Polizia Municipale grazie ad alcuni dei componenti che vergognosamente si sono venduti alle Amministrazioni voltando le spalle ai colleghi

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