Rocco Chinnici: la figlia, un visionario che ha anticipato tempi

“Rocco Chinnici è stato un magistrato moderno e visionario che ha segnato un percorso importante d’impegno che viene riconosciuto oggi anche a livello europeo.

Ha contribuito a cambiare non soltanto la cultura giudiziaria ma anche il corso della storia della nostra terra e del nostro paese.

Mio padre è stato molto presente nella vita di noi figli. Quando eravamo piccoli era molto amorevole era una presenza rassicurante mai invadente, c’era con la sua autorevolezza che non vuol dire autorità. Questo essere sempre al nostro fianco ci ha fatto crescere sereni, sapevamo che c’era c’è stato sempre e direi che continua a esserci”. Lo ha detto il magistrato e europarlamentare Pd Caterina Chinnici, dopo la cerimonia che ha ricordato in via Pipitone Federico l’ anniversario della strage del 29 luglio 1983 in cui furono uccisi suo padre, il giudice Rocco Chinnici, capo dell’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo ideatore del pool antimafia, due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile di via Pipitone Federico in cui il magistrato abitava. Sono state poggiate corone di alloro davanti al civico 59 dove avvenne la strage. Alla cerimonia erano presenti il vicepresidente della Regione Gaetano Armao, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, i familiari delle vittime, i vertici delle forze dell’ordine e dell’esercito, il viceprefetto Aurora Colosimo, il presidente del tribunale di Palermo Antonio Balsamo, il presidente della corte d’Appello Matteo Frasca, l’ex procuratore Piero Grasso, magistrati ed ex tra cui Giuseppe Ayala, Giuseppe Di Lello, Gioacchino Natoli. Dopo la deposizione delle corone è stata celebrata nella chiesa di Santa Maria Maddalena, all’interno della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa – Comando legione carabinieri Sicilia, una messa in ricordo delle vittime.

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