Parco Nazionale degli Iblei, Germanà (Prima l’Italia): «Soddisfatto del risultato ottenuto oggi in III E IV commissione dell’ARS: la quasi totalità dei sindaci e degli stakeholder esprime fortissime perplessità o non lo vuole! Perimetrazione non condivisa!»

«Non posso che essere soddisfatto per la decisione presa in seno alla III e IV Commissione dell’ARS che ha verificato l’iter di istituzione del Parco Nazionale degli Iblei scoprendo che l’iter è viziato da una serie di omissioni importanti che di fatto avevano portato, qualche mese fa, le associazioni di categoria e i sindaci dei paesi del Siracusano a diffidare gli enti preposti dal proseguire.

Da tempo, anche attraverso una interrogazione parlamentare, avevo denunciato come il percorso fosse viziato». A dirlo è l’on. Nino Germanà, parlamentare di Prima l’Italia che il 24 maggio scorso ha presentato da primo firmatario un’interrogazione al Ministro della Transizione Ecologica sottolineando come il “il procedimento di costituzione in essere non appare tenere conto del necessario coinvolgimento e soprattutto del concorso degli enti locali e delle organizzazioni imprenditoriali interessati, al fine di contemperare le loro esigenze, in sede di definizione della perimetrazione del nuovo parco e del regime vincolistico”.

Germanà, inoltre, ha ricordato “i numerosi vincoli ambientali esistenti in Sicilia che hanno messo in crisi una già fragile economia e che avrebbe potuto basarsi sul turismo e sull’agricoltura. Si teme la rarefazione delle attività umane, che provocherà un impoverimento dei territori, non solo di quelli montani ma anche di quelli collocati nelle valli e nelle aree interne”.

Secondo il parlamentare la costituzione del Parco “causerebbe l’ennesimo atto di marginalizzazione di un territorio interno con infrastrutture obsolete e dismesse, frutto di politiche sovraordinate concentrate in prevalenza sulle aree urbane e costiere, distratte rispetto alle dinamiche che hanno portato all’abbandono di quell’entroterra un tempo produttivo (campagna e comunità montane) tanto da generare un progressivo dissesto della vita economica e sociale, nonché progressive problematiche di tipo idrogeologico”.

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