MESSINA, AMMINISTRATIVE: FRANCO DE DOMENICO PIANO DI CINQUE PUNTI SU POLITICHE SOCIALI NEI PRIMI 100 GIORNI DI AMMINISTRAZIONE

VIDEO – Controlli dei Carabinieri nel week end a Messina, 6 denunce.

Troppe situazioni di disagio in molte zone della città. Con l’assessore designato Cristina Cannistrà abbiamo stabilito come intervenire subito e nel medio termine”

MESSINA, 7 GIU – “Ho girato tanto in queste settimane, ho incontrato tantissime persone e, in molte zone della città, mi sono confrontato con situazioni di disagio diffuse che hanno confermato come le politiche sociali rappresentino uno dei fronti su cui la mia amministrazione dovrà intervenire immediatamente. Per questo, insieme all’assessora designata, Cristina Cannistrà, ho approntato un piano articolato di cinque punti, da attuare nei primi 100 giorni di mandato”. Lo annuncia, con una nota, Franco De Domenico, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra a Messina.

In dettaglio:

Nell’ambito della riorganizzazione della macchina amministrativa e del fabbisogno del personale, avviare assunzioni di assistenti sociali (ne serve 1 ogni 5 mila abitanti) e individuare un dirigente che si occupi con la necessaria competenza dei servizi sociali;

Conferenza dei servizi per gli ambiti d’intervento dei servizi sociali: povertà, dipendenze patologiche, parità di genere, violenza di genere, minori, famiglie, disabilità, anziani, migrazione, per avere un quadro chiaro ancora più definito delle criticità e delle proposte, così da predisporre una programmazione delle attività rispondente ai bisogni;

Predisposizione di un elenco pubblico delle organizzazioni sociali che operano sul territorio per facilitare la messa in rete. L’Ente locale, infatti, ha il ruolo di generare le connessioni;

Dare seguito alla costituzione di un centro diurno per l’autismo, in collaborazione con l’azienda sanitaria provinciale, ipotizzabile presso l’Istituto Marino;

Continuità amministrativa sui servizi essenziali, gestiti dalla Messina social city, con particolare attenzione agli interventi individualizzati, superando la logica delle prestazioni assistenziali. Immagino una necessaria interlocuzione con l’Asp per garantire interventi domiciliari efficaci e mirati, utili ad alleviare i disagi di malati e disabili ma anche dei caregivers che si incaricano della gestione.

Nell’ambito delle azioni di medio periodo, invece, occorrerò tenere presenti alcuni riferimenti essenziali:

-Avvio di una mappatura dei bisogni e dei servizi, pubblici e privati: solo così si potrà programmare dando risposte ai bisogni della comunità;

Attivazione di protocolli d’intesa e convenzioni con il terzo settore, per una collaborazione sistemica finalizzata ad avviare interventi d’inclusione;

Avviare le procedure amministrative per costituire la consulta del Welfare (il regolamento è già vigente) che consente la partecipazione attiva delle organizzazioni sociali alle scelte della pubblica amministrazione;

-Ricognizione del patrimonio immobiliare e dei luoghi di proprietà del Comune per avviare manifestazioni di interesse per la concessione alle organizzazioni di luoghi e spazi, spesso lasciato inutilizzati;

Apertura di sportelli dei servizi sociali in ogni quartiere, come previsto dal regolamento sul decentramento amministrativo;

Avviare le procedure per una co-programmazione e una coprogettazione dei servizi sociali in sinergia con tutti gli assessorati e le organizzazioni sociali;

Apertura di uno sportello di consulenza e supporto alla progettazione sociale, sia per l’ambito pubblico che privato, al fine di captare i fondi necessari per la progettazione d’interventi di inclusione delle persone in stato di disagio;


Avvio delle procedure amministrative per l’istituzione degli orti sociali che valorizzano il patrimonio comunale e generano economie, benessere e inclusione sociale e tutela dell’ambiente, come previsto dal regolamento vigente;

“Più in generale – conclude Franco De Domenico – la mia amministrazione punterà a generare welfare di prossimità, in sinergia con il Terzo settore, enti e istituzioni, attraverso l’attuazione di attività di inclusione finalizzate ad attivare percorsi di autonomia, percorsi che generano maggiore benessere sociale ed hanno una funzione di prevenzione, intesa come minore ricorso all’accesso nei servizi socio-sanitari, con una riduzione nel medio lungo periodo dei costi a carico degli enti pubblici coinvolti, quindi per l’intera comunità.

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