Spadafora – La Regione Siciliana vieta la balneabilità in 100 metri di spiaggia. Il risultato della visita della Guardia di Finanza… Pistone, “altro che acque reflue!”

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Non erano “acque reflue” quelle definite tali dal Sindaco di Spadafora, Tania Venuto, che aveva prontamente minimizzato di fronte alla visita dell’ARPA e della Guardia di Finanza che il 7 marzo scorso si erano recati presso la foce del torrente Riolo per effettuare prelievi degli sversamenti melmosi che per anni hanno insistito in quella parte di spiaggia. Erano invece sversamenti di natura fognaria, e nonostante l’opera di pulizia e drenaggio di quegli acquitrini, fortemente denunciati dall’opposizione in Consiglio Comunale guidata dal consigliere Lillo Pistone, oggi nella stessa zona è comparso un cartello inequivocabile: la Regione Siciliana ha interdetto alla balneabilità oltre 100 metri di spiaggia. Evidentemente gli scarichi continuano ad insistere, anche se non si vedono.


Una situazione che non sorprende purtroppo – dichiara Lillo Pistone – visto che sono anni che segnaliamo il problema degli sversamenti. Ed è da anni che sosteniamo che non si tratta di acque reflue, come dichiarato da Tania Venuto, ma di scarichi fognari. Il Sindaco Venuto ha sempre minimizzato la cosa dichiarando, addirittura che l’Arpa e la Guardia di Finanza avrebbero dovuto avvisarla prima di fare il loro lavoro. Una dichiarazione che chiarisce come la situazione di grave inquinamento sia stata da sempre sottovalutata. Oggi ne paghiamo lo scotto con il divieto di balneazione che colpisce la nostra spiaggia dal Torrente Riolo fino all’Acquavena. Un tratto di spiaggia sottratto alla fruizione per mera superficialità, nonostante l’allarme lanciato da tempo da questa opposizione. Questo divieto rende ancora più difficile una qualsiasi stagione turistica e balneare per la nostra Spadafora che già avevamo denunciato è sporca e con il litorale totalmente abbandonato. Adesso ci attendiamo che la Sindaca Venuto finalmente si svegli e cominci a correre ai ripari. A cominciare dalla fatiscente e pericolosa passerella del pesce cantato: una trappola insidiosa per gli spadaforesi, fatta di assi distrutte e sconnesse che va immediatamente transennata e messa in sicurezza”. Conclude Lillo Pistone.


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