Sbaraccamento, De Luca, La Vardera e anche Basile replicano a Croce e Siracusano

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Se portare a Messina oltre 300 milioni, di cui solo 100 con la legge Carfagna, per risolvere l’emergenza abitativa di quanti vivevano nelle baracche, dopo 50 anni di inutili promesse, significa isolarla, ben venga l’isolamento. A me non è mai interessato avere riconosciuto il merito, ma mi stava a cuore risolvere il problema“. Così replica Cateno De Luca, ex sindaco dimissionario di Messina, alle dichiarazioni di stamattina di Matilde Siracusano e Maurizio Croce sulle vicende dello sbaraccamento. In particolare Maurizio Croce oggi stamattina aveva dichiarato “Trovo assolutamente inaccettabile e vergognosa una strumentalizzazione del genere. Per questo motivo, allora, è giusto che i messinesi conoscano – prosegue il candidato del centrodestra – quali siano stati i passaggi reali dell’iter parlamentare e chi abbia i relativi e reali meriti. Una polemica non nostra, a cui siamo stati costretti a rispondere per chiarire e mettere in evidenza il distacco istituzionale che Messina sta soffrendo. La sinergia, tra Comune, Regione e Stato, con cui questo tema doveva essere affrontato, infatti, è stata interrotta nel suo “ultimo miglio” per una precisa volontà di chi amministrava la città. I rapporti di Messina con la Regione e il governo nazionale sono stati interrotti e, oggi, ci ritroviamo col Prefetto a ricoprire il ruolo di commissario. Inaccettabile che Messina si sia fatta disprezzare dalle istituzioni per colpa di chi l’amministrava. Quello del risanamento, dal punto di vista emotivo, è un tema che appartiene alla città e non allo Stato, per questo è fondamentale che sia il sindaco a farsi garante e non un organo, seppur di altissimo profilo, dello Stato

Per quanto riguarda la nomina del Prefetto – continua De Luca – quale Commissario l’On. Siracusano farebbe più figura a raccontare la verità. È stata lei a pregarmi di non insistere per facilitare l’esito del procedimento di legge, frenato da parlamentari che temevano di rafforzare troppo la mia posizione. Siccome non era questo il mio obiettivo, ma quello di fare l’interesse della mia comunità ed in particolare quello di migliaia di persone da sempre dimenticate dalla politica romana e palermitana, ho fatto un passo indietro. Chi, come Croce, lancia frecciatine su questo argomento dimostra di non conoscere i fatti. E questa, purtroppo per lui, non è una novità“.

Matilde Siracusano a tal proposito aveva detto “Con l’insediamento del governo Draghi venne nominata Mara Carfagna come ministro per il Sud: il suo primo atto fu quello di inserire nel decreto Covid i 100 milioni per il risanamento della città di Messina. Una forzatura, come dicevo, ma necessaria perché quelle condizioni abitative non potevano che essere aggravate dalla pandemia. Contestualmente, venne nominato il Prefetto, Cosima Di Stani, come commissario. Un’anomalia, frutto del conflitto tra Regione e amministrazione che portò a tagliare fuori il sindaco della città di Messina. I conflitti tra istituzioni portano solo problemi. Chi specula, adesso, su questa vicenda fa una cosa riprovevole e dovremmo ribellarci tutti“.

De Luca continua nella sua replica: “Aggiungo su Croce che Messina con De Luca ha avuto finalmente un sindaco che non sculettava davanti alle istituzioni ma ha preteso rispetto. Lui è evidentemente abituato a sculettare e scondinzolare per poter ottenere incarichi dai governi di centro destra e centro sinistra indistintamente e la sua storia lo dimostra. Sono orgoglioso della mia storia e soprattutto di non avere nulla in comune con il percorso di Maurizio Croce. Oggi se la città di Messina torna ad essere protagonista è proprio perché ha avuto un sindaco che ne ha rivendicato la centralità.

Indietro non si torna. Messina, l’ho già detto e lo ribadisco, non merita questa “croce”.” conclude De Luca.

Sulla lista dei baraccati, Siracusano ha detto: “Non è possibile – attacca l’assessore designato – creare una lista dei baraccati perché, in questo modo, non si fa altro che mantenere lo status di baraccati. Dobbiamo dire basta, dobbiamo combattere questa “lettera scarlatta”. Deve sparire questo status, basta creare dei ghetti. Per questo, allora, puntiamo sull’acquisto di immobili e non nuove costruzioni perché non faremmo altro che ricreare dei ghetti. Abbiamo le soluzioni, ma non per fare speculazioni elettorali. Infine – conclude Matilde Siracusano -, posso garantire che il governo monitorerà per completare l’iter e immettere nuove risorse economiche oltre ai 100 milioni già stanziati“.

A tal proposito replica Ismaele La Vardera portavoce di Sicilia Vera e capolista della compagine Mai più baracche :

Leggo con estremo stupore le dichiarazioni del candidato sindaco Maurizio Croce che dice essere una vergogna chiamare una lista “mai più baracche”. Da capolista della lista “‘mai più baracche” e da portavoce regionale di Sicilia Vera non posso che replicare che la vergogna la debba provare proprio la politica rappresentata dalla coalizione di centrodestra di cui Croce è espressione a Messina. Infatti da oltre 100 anni il problema delle baracche è stato sotto gli occhi di tutto l’arco costituzionale, ma mai nessuno aveva pensato di risolvere concretamente la questione. Anzi, tutti hanno fatto promesse e passerelle in tempi elettorali proprio sui territori in cui insistono le baracche, strumentalizzando chi ha vissuto un dramma in silenzio e per decenni. Comprendo il disappunto di Croce che trova inverosimile che la politica finalmente dia dignità e protagonismo proprio ai baraccati ed ex baraccati, fin ora infatti la politica lì ha solo usati.  Oggi noi desideriamo possano sedere sugli scranni del Consiglio comunale proprio per perorare le cause di quel risanamento ormai avviato. Non avrei mai prestato il mio volto e la mia storia personale se non avessi toccato con mano il lavoro svolto da Cateno De Luca nel porre La questione del risanamento come punto fondamentale dell‘attività amministrativa, trovando risposte concrete che solo chi non ha onestà intellettuale non vede.”

Anche Federico Basile, candidato di Cateno De Luca a Sindaco di Messina, ha inteso replicare alle dichiarazioni di Croce e Siracusano: “Rivolgendoci l’accusa di  strumentalizzazione dei baraccati, Croce ha superato il senso del ridicolo. Forse ha nostalgia dei tempi in cui i suoi riferimenti politici, in occasione di ogni consultazione elettorale, facevano visita a chi viveva in condizioni di disagio chiedendo voti in cambio di buste della spesa, buoni benzina e, per i più fortunati, qualche assunzione trimestrale in aziende private. La lista “Mai più baracche” sta lì a significare che quei tempi sono finiti. Se ne facciano una ragione onorevoli, candidati e galoppini! 

Lo slogan “Mai più baracche” va, invece, inteso in senso molto più ampio sotto il profilo politico: significa mai più immobilismo sui problemi seri della gente, mai più inutili passerelle di presidenti ed onorevoli, mai più rassegnazione. In questa città, un tempo costretta comunque a votare per chi promette e non mantiene, oggi c’è un nuovo protagonismo di uomini e donne fino a ieri considerati solo come numeri, che scendono in campo spontaneamente per portare la loro esperienza e le loro idee. Altro che strumentalizzazione, si chiama democrazia, parola dal significato forse sconosciuto nelle stanze del potere da cui provengono personaggi come Maurizio Croce e i suoi compagni di merenda.“.

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