COALIZIONE CIVICA per Messina – “ANCORA SULLE PROMESSE ASSUNZIONALI: DI BASILE PROPRIO NON CI SI PUO’ FIDARE”

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NOTA STAMPA COALIZIONE CIVICA PER MESSINA

Basile prova a rimediare alla figuraccia sulle promesse assunzionali che contraddicono gli atti da lui firmati. E si arrampica su specchi liscissimi, ma più parla, meno ci si può fidare di lui.

1) Dice che la sua facile quanto vuota promessa di 1.000 assunzioni si basa “sul positivo riscontro dell’adunanza della Corte dei Conti”. La Corte dei Conti parla con relazioni, pronunzie e sentenze; certo non per bocca dei soggetti auditi che, da parti in causa, non possono interpretare il pensiero del giudicante. Basile, quale documento ufficiale attesta questo “positivo riscontro”?

2) Il suo piano assunzionale di ottobre blocca le assunzioni per tre anni perchè a questo obbligava il piano di riequilibrio voluto dal Sindaco fuggente; sebbene autodichiaratamente farlocco, è l’unico vigente e chi lo ha proposto è ancora vincolato ad attuarlo.

3) Se il Comune non ha necessità di continuare coi risparmi draconiani sul personale, a ottobre 2021 il DG Basile doveva ben saperlo; sarebbe bastato esibire al Ministero dell’Interno la fulgida condizione finanziaria e farsi autorizzare le assunzioni, come aveva fatto l’amministrazione precedente.

4) Infatti, Basile parla di un “decennale blocco assunzionale”, come se il Comune non avesse assunto nessuno nemmeno nel periodo 2013-2018; dovrebbe ben sapere che sta dicendo una sciocchezza. L’amministrazione Accorinti dal 2014 recuperò la capacità assunzionale e, in linea col suo piano triennale di fabbisogno del personale 2015-2018 (autorizzato dal Ministero dell’Interno) e in armonia col piano di riequilibrio decennale adottato, assunse 40 Vigili Urbani (21 part-time e 19 contrattisti), 19 “categorie protette”, 2 dirigenti a tempo determinato. Soprattutto, assunse (stabilizzandoli) 207 lavoratori tenuti da oltre 20 anni nel ricatto del precariato, oltre a 79 precari dell’ATM. E introdusse per la prima volta le “Posizioni Organizzative”, azzerate dall’amministrazione dimissionaria. Quella programmazione, parzialmente ereditata da De Luca, ha consentito a questi di stabilizzare gli ultimi 76 precari del Comune. Poi il blocco, voluto dal sindaco in fuga e dal suo consulente-direttore.

Il bello è che l’allora revisore dei conti Federico Basile, questi atti li ha studiati, verificati, validati e asseverati. Davvero se ne è dimenticato? Le assunzioni si possono e si devono fare. Anzi sono necessarie per far funzionare una macchina amministrativa mortificata da un’amministrazione incapace di programmare, ma non può farle chi un giorno si sveglia incendiario e l’altro pompiere. Se non è in malafede, Basile ha memoria troppo corta o intermittente per potersi fidare di lui come Sindaco.

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