Cateno contro Cuffaro e viceversa. Volano scintille politiche a Messina. “Mai cercato De Luca”, la replica dell’ex sindaco “ho rifiutato la sua proposta”

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Nessuna vicinanza con De Luca, non c’è mai un’idea nostra di fare alleanza con De Luca. Lui ci ha chiesto se fossimo interessati ad un’alleanza e non c’è stato il tempo di dirgli no, che è quello che avremmo voluto fare, che ci ha insultati. Non so – ha aggiunto Cuffaro – se queste sono le normali condizioni che utilizza De Luca: a me non appartengono né politicamente né culturalmente. Ma questo è un problema suo, non nostro”. Questo quanto ha dichiarato Totò Cuffaro a Messina in Diretta durante la sua visita in città per sostenere la candidatura di Maurizio Croce.

Ma Cuffaro non è nuovo a dichiarazioni al vetriolo su Cateno De Luca. Già nel mese di aprile scorso, in un’intervista su Live Sicilia, Cuffaro aveva detto, “Mi ero determinato nel non rispondere alle farneticazioni di Cateno De Luca, come è giusto, l’ho sempre rispettato. Ma come dicevano i latini ‘Est modus in rebus’ (c’e’ un limite a tutto)”.

Cateno De Luca non rimane, come immaginabile, in silenzio e stamane risponde a Cuffaro: “Cuffaro afferma che non mi avrebbe mai cercato, scrive De Luca, che non ci sarebbe mai stata da parte sua il tentativo di avviare un dialogo, ma che sarebbe avvenuto l’esatto contrario. È falso. Proprio Cuffaro ha chiesto di incontrarmi ed io ho detto no perché al di là delle vicende giudiziarie non voglio avere niente a che fare con personaggi come Totò Cuffaro.

Lui voleva collegare una sua lista alla candidatura di Federico Basile, una lista composta da persone rispettabili, ma segretaria cittadina della Dc di Messina è Rosalia Schirò, la cognata di Francantonio Genovese. Secondo voi potevo mai accettare? Ho detto no a gran voce e nessuno può negarlo”.


Ma la “verità” di Cuffaro sarebbe ben diversa. “De Luca se la canta e se la suona“, dichiarò Cuffaro ad aprile di quest’anno. “La Democrazia Cristiana, nel rispetto del candidato Basile, non ha mai immaginato di stare con lui. De Luca – continua Cuffaro – ha fatto un’apertura alla Dc, tra l’altro piena di diktat, e la Dc l’ha educatamente rifiutata. E qui finisce la mia risposta politica”. Quindi chi ha rifiutato chi?

Oggi Cateno De Luca nella sua replica a Cuffaro, tiene a chiarire: “Oggi quel Cuffaro sostiene Maurizio Croce che evidentemente ben rappresenta quegli ambienti. Chiedetevi se volete davvero consegnare la città nelle mani di chi ha gestito la Sicilia come fosse un affare personale. Chiedetevi se volete davvero rischiare di ritrovarvi al governo chi ha la responsabilità politica dello sfascio della nostra terra. La nostra azione politica si è sempre distinta per la lotta a certi sistemi. A noi la mafia fa schifo, tutte le mafie ci fanno schifo e certi voti non li vogliamo. Preferiamo andare avanti da soli con il sostegno della gente onesta che crede ancora che un cambiamento sia possibile. Noi siamo quel cambiamento e lo abbiamo dimostrato“.

Ma Totò Cuffaro, commissario della DC Nuova, aveva già espresso il suo pensiero, lapidario, su Cateno De Luca quando quest’ultimo lo invitò a “tornare in Burundi”, dove Cuffaro si occupa di volontariato: “Non so di quali affari parla De Luca e non c’è traccia di sue prese di posizione in tal senso in Assemblea Regionale e della sua attività parlamentare rimane soltanto il suo spogliarello avvolto nella bandiera”. “Mi rimprovera che invece di fare il francescano in Burundi sono tornato a fare politica. Questo è merito suo, nel senso che ho avuto il terrore di lasciare la politica a gente come lui e allora mi sono convinto a tornare. Non si preoccupi – conclude Cuffaro -, tornerò in Burundi e spero di portarlo lì, so di fare un torto ai Burundesi ma farò una cosa buona per i siciliani

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