Amministrative – Franco De Domenico apre la campagna con i nazionali PD, Boccia e Serracchiani

E’ un incontro molto partecipato quello che si è tenuto oggi pomeriggio al Cinema LUX di Messina tra Franco De Domenico, candidato sindaco per il centro sinistra a Messina e la città. Al fianco del candidato c’erano gli onorevoli Francesco Boccia, Debora Serracchiani ed il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo.

Molto articolato e partecipato anche il discorso di apertura campagna pronunciato da Franco De Domenico: “Voglio iniziare da due aneddoti. – ha iniziato De Domenico -Un candidato di un altro schieramento, per perorare la causa del loro aspirante sindaco, chiama un amico comune e gli dice: schierati con noi, siamo forti perché abbiamo i voti di tizio. Io vi dico noi siamo forti perché abbiamo le idee e gambe forti su cui farle viaggiare, le gambe della coalizione che mi onoro di rappresentare, composta da partiti e movimenti, ma soprattutto da valori comuni. Qualche settimana fa, poi, una persona viene a trovarmi per proporre la sua candidatura nelle liste per il Consiglio comunale. A un certo punto, mi chiede: da voi quanto si paga? Perché da altre parti c’è un tariffario… Ebbene, anche da noi c’è qualcosa da pagare, ma in termini di idee e impegno per la città. Vogliamo gente che abbia qualcosa da dire e non soldi da dare”.

“Vi ho voluto raccontare questi due episodi, – ha continuato De Domenico – per farvi comprendere quanto siamo diversi, quanto la nostra proposta sia differente. C’è chi pensa che i candidati debbano essere semplicemente forti per essere quelli giusti, noi riteniamo che i candidati – a partire da chi, come me, vuole essere il sindaco di questa città – debbano essere innanzitutto giusti per essere quelli forti: giusti rispetto a un principio che è quello della politica di servizio, di una politica al servizio di Messina e dei messinesi e non certo dei propri interessi personali o delle future aspirazioni politico-elettorali.

Non vi nascondo che in queste prime fasi della campagna elettorale sono stato colpito da un aspetto. Sia io che i nostri candidati abbiamo ricevuto insulti, abbiamo letto sui social commenti di una violenza assoluta, che ignorano la nostra storia, le nostre qualità, la nostra dimensione morale. Il nome come bersaglio, senza scrupoli, senza l’intenzione di confrontarsi realmente con i programmi.

Non è questa la Messina che conosciamo, non è questa la visione di città che abbiamo. Noi siamo diversi anche in questa prospettiva. Vi dico subito, però, che da sindaco sarò innanzitutto il primo rappresentante proprio di queste persone, così come dei villaggi che si sentono abbandonati e chiedono la scissione o delle periferie che appaiono rassegnate a rimanere estranee a uno sviluppo che non le tiene in considerazione. Questo vuol dire essere il sindaco di tutti, un sindaco tra la gente e per la gente. Perché, voglio affermarlo a chiare lettere, la base per la rinascita di questa città, per quello sviluppo economico che crea occupazione, per attrarre risorse, non può che essere la coesione. Non possiamo accettare una città che ricorda curve calcistiche di fedi contrapposte: siamo messinesi, lo possiamo rivendicare con orgoglio, e da messinesi tutti insieme dobbiamo spenderci per un vero e proprio rinascimento.

Io in questa città sono nato e cresciuto. Ho iniziato a lavorare, ragazzo, per pagarmi gli studi. Ho raccolto i miei successi, ho vissuto stagioni ed esperienze stimolanti, sotto il profilo professionale e politico, come quella di Direttore Generale dell’Università di Messina e di Deputato regionale. In questa città sono diventato professore universitario e per questa città ho sempre speso le mie competenze, rifiutando di andare altrove, dove magari avrei avuto occasioni di guadagno maggiori. Mi sento messinese nell’anima e questo è lo spirito con cui voglio entrare a Palazzo Zanca.

Avevo appuntato una serie di concetti, ma adesso la carica e il calore che mi trasmettete sono talmente forti che penso sia meglio fare parlare il cuore…”.

De Domenico ha poi tracciato la sua visione della città di Messina. Una città che possa recuperare il suo affaccio al mare, “Paradossalmente siamo una città di mare, ma a mare andiamo solo in vacanza” ha detto. Così come ha insistito sulla necessità che la città riparta proprio dalla valorizzazio e della Zona Falcata e dal suo waterfront. “Quale altra città ha gli spazi e gli affacci a mare di cui può godere Messina? Li riconquisteremo e li faremo rientrare in un unico progetto, nel quale inserire il grande acquario della Falce, le aree della Fiera, e così via” ha detto.

“Una città che sappia capitalizzare il turismo” ha continuato De Domenico, “Una città che non faccia sognare ai ragazzi di andare via il prima possibile e, anzi, faccia sognare ad altri ragazzi di venire a vivere qui, partendo dalla sua dimensione universitaria. Una città che abbia una qualità della vita che rientri negli standard europei. Una città che completi il percorso di sbaraccamento e di risanamento delle aree liberate. Una città digitale, in cui la rete internet sia il più possibile pubblica e possa garantire nuovi servizi, come quelli legati a una pubblica amministrazione smart. Una pubblica amministrazione in grado di dialogare con i cittadini non soltanto negli uffici, ma anche attraverso gli spazi del web. Una città che sia realmente metropolitana, riuscendo a fare sistema con tutti i centri della provincia”. “Provare no! Fare, o non fare! Non c’è provare e noi siamo qui per fare, per fare tornare a risplendere Messina, non per provare” ha concluso De Domenico.

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