A Messina il caffè costa meno: la città con il prezzo al banco più basso d’Italia

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Per consumare un caffè al banco a Messina bastano in media 0,89 euro. E’ il prezzo più basso d’Italia rispetto ad altre città dove è salito fino a 1,25 euro. Lo comunica Assoutenti che ha stilato una classifica del prezzo del caffè al banco in Italia e che ha segnalato aumenti spropositati rispetto all’univocità del prodotto che dalla Sicilia al Trentino è lo stesso.

Il prezzo più caro, infatti, spetta proprio al Trentino Alto-Adige dove la tazzina di caffè costa 1.25 euro, 1,24 euro a Bolzano, a Cuneo il caffè costa 1,24 euro. In tre province dell’Emilia Romagna (Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia) l’espresso abbatte la soglia di 1,20 euro, così come in Veneto (Rovigo e Venezia), mentre a Padova e Vicenza il prezzo medio è di 1,19 euro. “Il caffè più economico d’Italia – avverte Assoutenti – è quello servito dai bar di Messina (0,89 euro), seguita da Napoli, città dove l’espresso è una tradizione storica (0,90 euro) e da due province calabresi (Reggio Calabria e Catanzaro, 0,92 euro)”. 

Insomma il caffè al bar ha subito in un anno rincari dei prezzi generalizzati che raggiungono quota +16% a Pescara, +15% a Catanzaro, +13,6% a Cosenza, +13,5% ad Alessandria, +12,8% a Bari, +12,7% a Cuneo. Solo 5 province, Napoli, Biella, Lucca, Novara e Macerata, hanno mantenuto stabile il prezzo medio del caffè, mentre in tutte le altre città italiane si registrano pesanti aumenti.

«Nei mesi scorsi avevamo denunciato i primi ritocchi dei listini del caffè nei bar italiani: i numeri ufficiali confermano oggi il nostro allarme, e il trend al rialzo, che oggi sfiora una media annua del +6%, è destinato a proseguire nei prossimi mesi – afferma il presidente Furio Truzzi – A generare i rincari da un lato il caro-bollette, che impone maggiori costi energetici agli esercenti poi scaricati sui consumatori finali attraverso i prezzi al dettaglio, dall’altro le tensioni nelle quotazioni delle materie prime, che hanno portato a rincari per beni come caffè e zucchero. A fare le spese di tale situazione sono i consumatori, considerato che in Italia si consumano ogni giorno 9,3 milioni di tazzine di espresso al bar», conclude Truzzi. 

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