PATRIMONIO S.p.a. – Accolto il ricorso contro la delibera di Consiglio Comunale che ne aveva disposto la liquidazione

“Con sentenza n. 964/2022 pubblicata oggi 4 aprile 2022, il Tar Sicilia ha integralmente
accolto il ricorso proposto dalla Patrimonio Messina Spa contro la delibera con la quale il
Consiglio Comunale di Messina aveva deliberato la messa in liquidazione della predetta
società. La sentenza ha accolto i motivi proposti dal legale della società, Avv. Santi Delia,
per l’accertato difetto di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati”.

Ad annunciarlo è la direzione della Patrimonio Spa con una nota stampa.

“Nel dettaglio il Tar ha riconosciuto che la scelta del Comune di porre in liquidazione la Patrimonio Spa “avrebbe dovuto essere esternata con motivazione da inserire nella relazione tecnica per dare conto delle ragioni dell’ipotesi ritenuta sussistente (art. 20 comma 2 lett. b) e del modello scelto (messa in liquidazione) per affrontarla” rilevando che nelle delibere impugnate mancava ogni conseguente istruttoria e motivazione determinando l’annullamento degli atti.

La sentenza risulta tranciante laddove afferma che “la motivazione che sorregge la contestata determinazione finale non è stata esternata né nella relazione tecnica, né, in ogni caso, nell’emendamento”

Il Tar ha altresì ritenuto errate le motivazioni adottate dal Consiglio comunale in merito alla pretesa assenza di personale dipendente evidenziando e chiarendo che nel caso in questione la società risulta avere avuto in carica “personale in servizio in regime di distacco fino al 30 giugno 2021, cinque dipendenti comunali e quattro dipendenti della società Messina Servizi Bene Comune SPA, per complessive nove unità”; al momento dell’adozione della deliberazione in contestazione “risultano distaccate due unità del Comune e quattro unità della società Messina Servizi Bene Comune SPA”, con costo del personale in questione a carico della Società Patrimonio che rimborsa al Comune di Messina gli oneri retributivi e previdenziali corrisposti ai dipendenti.

“Ne consegue che, come correttamente ritenuto dalla ricorrente, il Comune avrebbe dovuto considerare anche il personale in distacco o comando in servizio presso la società, ma, in ragione dell’assenza di motivazione, non è possibile verificare se il detto emendamento l’abbia considerato ai fini del computo”.

In sostanza, nel rinviare alla lettura integrale della sentenza, si prende atto che i giudici amministrativi non hanno potuto che disporre l’annullamento degli atti adottati dal Consiglio comunale per l’accertato difetto di istruttoria e di motivazione. Si esprime soddisfazione per la definizione giudiziale della vicenda che dimostra ancora una volta la correttezza dell’azione amministrativa portata avanti dalla Giunta De Luca ed avversata da una parte del Consiglio Comunale, che oggi non può che riconoscere la strumentalità della deliberazione e la sua assoluta infondatezza” conclude la nota della Patrimonio Spa.

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