Bisignano su amministrative e referendum, “Scelta discutibile e poco realistica”

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Nota stampa Michele Bisignano

La decisione assunta a livello regionale di fare svolgere contemporaneamente le elezioni per il sindaco del Comune di Messina e per il rinnovo del Consiglio comunale e dei consigli circoscrizionali insieme ai cinque referendum nazionali ed al referendum per la costituzione di un nuovo comune definito “Montenare” appare discutibile e poco realistica, e andrebbe accompagnata da un piena contezza di come si svolgono le operazioni di voto e di scrutinio, ed, in questo caso, comprendere appieno le conseguenze che ne deriveranno.
Perché gli elettori messinesi si troveranno nei seggi alle prese con otto schede. Un bel risultato, e la cosa assurda è che voteranno per decidere i destini politici amministrativi della città di Messina anche migliaia di attuali residenti che vogliono scindersi da Messina e formare un comune autonomo.E tale decisione è stata fatta assumere da dirigenti e funzionari regionali, seppur con ruoli diversi, senza la minima partecipazione di chi svolge ruoli politico istituzionali.
Ma non solo, finirà che gli elettori in laghissima parte rifiuteranno di prendere le schede per i referendum, quello nazionale e quello locale, ma dato che per un assurdo meccanismo il referendum per la costituzione del nuovo Comune Montenare sarà valido anche se si dovesse raggiungere il quorum nei villaggi interessati e non in tutta la città, potrebbe avvenire che pochissime migliaia di persone possano decidere la frammentazione ed il depauperamento del territorio della Città di Messina, che, è bene ricordare, è anche Capoluogo della intera Città Metropolitana che corrisponde a tutto il territorio provinciale. Ma “la politica “in tutto ciò ha qualcosa da dire?

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