La “rivoluzione” di Santoro. Dal personale “demotivato” al piano di riequilibrio da “riequilibrare, passando per la Polizia Municipale

Leonardo Santoro, Commissario Straordinario del Comuna di Messina, non fa sconti e non è famoso per diplomazia,. Parla chiaro, anzi chiarissimo, e lo fa anche sul clima che ha trovato al Comune di Messina. Un clima “astioso e demotivato, che non si riferisce solo, come qualche testata ha scritto, al numero ridotto dei dirigenti, ma a tutto il personale. Stanchi di essere chiamati “fannulloni”, a più riprese e pubblicamente sulle dirette Facebook dell’ex sindaco? Chi non lo sarebbe?

DIPENDENTI E POLIZIA MUNICIPALE RIDOTTO ALL’OSSO

Per non parlare del Corpo di Polizia Municipale ridotto all’osso dai movimenti imposti dall’ex assessore Dafne Musolino, su indicazione di De Luca, che hanno tolto unità dagli uffici per mansioni che solo un pubblico ufficiale e con esperienza poteva svolgere, come le notifiche, per ridurli al civile, ed esclusivamente per inabilità parziali spesso dovute all’usurante servizio. Un bel “ben servito” rifilato da De Luca e Co. a chi per venti, trenta anni, ha servito dapprima in strada e poi in ufficio a seguito di patologie insorgenti. Un’operazione già segnalata al Commissario dall’RSU Gaetano Giordano e dai sindacati, sulla quale si agita lo spettro di nullità. Spostamenti, infatti, effettuati senza essere passati per la Commissione Sanitaria competente, quindi tutti impugnabili. Intanto chi doveva stare in strada è costretto a fare ciò che prima era fatto dai colleghi in ufficio. Risultato: nessun risparmio (sbandierato su tanti post social del Sindaco), lavoro aumentato e professionalità perdute.

IL PIANO DI RIEQUILIBRIO INCOMPLETO ED I “COMPLIMENTI” DELLA CORTE DEI CONTI

Ma Santoro, che vuol fare più che semplicemente traghettare Messina alle elezioni, come sperava qualcuno, ha messo le mani anche sulle partecipate, sulle baracche e sul piano di riequilibrio. Su quest’ultimo Santoro ha dichiarato “perché fare un nuovo piano di riequilibrio? Meglio ripartire da ciò che esiste risolvendo le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti”. Ma non doveva farlo De Luca? Non aveva ricevuto i “complimenti” a seguito dell’audizione di febbraio? Evidentemente nessun complimento, tant’è che sta facendo il Commissario, e lo completerà il prossimo sindaco, ciò che De Luca non ha avuto il tempo di fare avendo deciso di lasciare la sua sedia di primo cittadino e la città di Messina.

I TAGLI ALLA DIRIGENZA DEL COMUNE

Stessa cosa dicasi per la riduzione dei dirigenti. Un’operazione ammantata da grandi proclami dalla amministrazione De Luca, ma che, secondo il Commissario Santoro appare “ingiustificabile” in quanto produrrebbe solo “un lavoro non corretto, perché sulle spalle di pochi”.

LE PARTECIPATE ED I NUMEROSI CDA: TAGLI SUI DIPENDENTI E AUMENTO DEI CONSIGLIERI D’AMMINISTRAZIONE…

E poi, in ultimo, ci sono le partecipate con CDA che non sono in regola con la Legge Madia, anche se qualche consigliere parla (a ragione?) di danno erariale in caso di riduzione ad un solo amministratore per partecipata. Ma non era nel programma di De Luca eliminare le partecipate? Poi cosa è accaduto, visto che le società sono aumentate e sono fioccati i consiglieri d’amministrazione a spese della città? Insomma si è risparmiato tagliando sui dipendenti, spostando il risparmio a favore di “professionisti” inseriti nei CDA delle partecipate? Che senso ha avuto e che vantaggio per la città?

LA LENTE D’INGRANDIMENTO DI SANTORO, LE ELEZIONI E “MONTEMARE”

Santoro continua il suo lavoro e, per chi lo conosce, è chiaro che andrà fino in fondo e fino alle elezioni sarà un lavoro di lente d’ingrandimento sull’operato di De Luca. E la data delle elezioni non è ancora chiaro quando sarà definita. Intanto domani è il 9 marzo, giorno della sentenza del TAR per “Montemare”….

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