Doppio cognome ai figli, da oggi in esame al Senato le proposte di legge: norma verso rapida approvazione

Potremmo chiamarla “Storia del nuovo cognome”, ma non ci stiamo riferendo al libro di Elena Ferrante, secondo volume della celebre trilogia “L’amica geniale”. E’ cronaca dei giorni nostri. Ha preso avvio da oggi pomeriggio in Senato -alla seconda Commissione Giustizia- l’esame delle proposte di legge sul cognome materno per l’attribuzione diretta ai figli.

Un tema fortemente sostenuto dall’Unione Donne in Italia (Udi), su cui il nostro Paese è fanalino di coda in Europa. Non c’è stata finora nessuna iniziativa legislativa che abbia tagliato il traguardo sul doppio cognome dei figli, per dare effettiva dignità alle donne nel rapporto coniugale e familiare, riconoscendo l’unicità della filiazione dentro e fuori il matrimonio.

“Sono più di 40 anni che le donne chiedono inascoltate che il proprio cognome non venga cancellato”, spiega l’Udi. La prima proposta al riguardo venne presentata già nel 1979 dall’onorevole Magnani Noya del Psi. Tanto che oggi Iole Natoli, giornalista e blogger che del cognome materno ha fatto una ragione di impegno civile e politico, è convinta che, ovunque sia in vigore, “il cognome patrilineare è il ‘burqa’ culturale delle donne”.

“In un momento in cui la dignità si fa tema politico -prosegue l’Udi- il cognome della madre taciuto, prima di essere un’ingiustizia, appare uno scandalo. È tempo che i figli portino i segni di coloro che li hanno generati e che il loro nome sia una storia, non un attestato di proprietà. Si auspica quindi che ciò avvenga alla nascita, senza necessità di accordi e concessioni tra coniugi”.

Sei le proposte da discutere, che hanno così tanti punti in comune e così poche differenze che “se ci si muove in fretta -ribadisce l’Udi- si può riuscire a varare una legge sufficientemente buona entro questa legislatura”.

Sull’argomento si è spesa anche la presidente del Senato Casellati, che (nel novembre scorso) aveva auspicato l’approvazione del Parlamento “prima della fine della legislatura” di una legge sul doppio cognome per i figli, come peraltro è stato già sollecitato, più volte, dalla Corte Costituzionale.

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