Carenza di spazi nelle sedi INPS di Messina, la denuncia di FP CGIL, CISL FP e USB

Difficoltà nell’orgaizzazione del lavoro a causa della carenza di spazi. Per le organizzazioni sindacali è necessaria una seria e puntuale programmazione che coinvolga gli stabili dell’INPS: “Auspichiamo un tavolo comune con l’istituzione di una Conferenza dei Servizi di tutte le parti interessate per meglio tutelare gli interessi pubblici coinvolti, i lavoratori e i cittadini”. In merito alle notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa messinese, in ordine all’annoso problema dell’edilizia giudiziaria nella nostra città ed alla ventilata possibilità di condividere il palazzo di via Tommaso Capra, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL ed USB desiderano portare a conoscenza della cittadinanza la grave situazione logistica che si sta verificando nelle sedi INPS di Messina e per la quale hanno chiesto opportuni chiarimenti alla Direzione regionale INPS ed all’ufficio regionale competente, manifestando le serissime perplessità per quanto sta avvenendo. Nella recente assemblea del personale di Venerdì 28 gennaio, ampiamente partecipata, la totalità dei dipendenti e delle RLS di sede ha evidenziato le problematiche della questione anche in considerazione della fase delicata che attraversa la nostra città in questa fase pandemica Nello stabile di via Capra il personale è stato recentemente compresso nelle zone del CMR a piano terra, al primo e al secondo piano. A seguito di questo nuovo dislocamento del personale non sono state previste stanze né per i colleghi in telelavoro né per i colleghi fragili o con parenti fragili, temporaneamente esonerati dal rientro in presenza. Nessuna postazione è stata loro riservata e con la fine dell’emergenza sanitaria – prevista per il 31.03 – non si capisce dove potranno essere collocati in maniera degna e decorosa. Non tutti hanno un posto a sedere proprio e debbono occupare quello altrui vanificando ogni programmazione di smartworking predisposta al fine di preservarsi e non incontrarsi in stanzette piccole e improvvisamente adattate a più ospiti, con disfunzionali e pericolosi attacchi di prese a muro non rispettosi della normativa dettagliata dal T.u. sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In tali piani vengono superate le 30 unità con un solo lavabo e un solo wc a disposizione per le donne e un solo lavabo e un solo wc per gli uomini. A questo si aggiunga, che il personale ispettivo dell’INPS, allo stato attuale costituito da 24 ispettori di vigilanza, sin dal lontano settembre, è costretto a condividere solo 4 scrivanie in un’unica stanza sita al secondo piano dello stabile di Corso Garibaldi. Tale situazione di sofferenza logistica, ben nota per le ricorrenti segnalazioni, risulta ancor più insostenibile di fronte all’esigenza di appositi e necessari spazi, funzionali alle incombenze istituzionali degli ispettori che ricevono pubblico e stakeholders istituzionali per la incessante e costante programmazione e articolazione della collaborazione lavorativa resa in attività ispettiva congiunta. Così come inesistenti o quasi sono gli spazi per la custodia delle pratiche d’ufficio e la documentazione lavoristica cartacea, necessarie per le particolari esigenze di custodia di tali documenti connotati da peculiare riservatezza dei dati contenuti in essi e trattati. In questo preoccupante scenario il presidente del Tribunale di Messina accompagnato dal Direttore Mastrojeni ha fatto un sopralluogo dei piani resi “liberi” in via Capra a seguito della compressione del personale interno, al fine di un imminente ingresso degli uffici del Tribunale di Messina. Abbiamo chiesto di avere notizie chiare in proposito, pretendendo a gran voce garanzia di tutela della normativa in tema di sicurezza sul lavoro. Siamo pronti a difendere i nostri diritti con il coinvolgimento di tutte le Autorità coinvolte e siamo fortemente preoccupati per un ipotetico uso promiscuo dello stabile di via Capra. Non è ipotizzabile l’ingresso del Tribunale in uno stabile in cui mancano i posti a sedere per il personale interno e dove risulta impossibile separare gli spazi ed i percorsi di accesso e le uscite di sicurezza. Attendiamo con fiducia un riscontro ed un conforto da chi di competenza in relazione ad una situazione che desta serissime perplessità, anche e non solo in relazione alla situazione pandemica. L’edilizia giudiziaria cittadina è un problema da risolvere, e come cittadini siamo consapevoli di questo. Siamo altresì consapevoli che tale problema non si possa risolvere con improvvide ed irresponsabili fughe in avanti, in spregio ad ogni relazione sindacale degna di tale nome, e siamo come sempre disponibili a dare il nostro contributo in termini di confronto e di coinvolgimento del personale nei cambiamenti necessari a migliorare i servizi forniti ai cittadini, siano essi quelli forniti dall’INPS che quelli forniti dalle altre amministrazioni. Riteniamo dunque necessaria una seria e puntuale programmazione che coinvolga gli stabili dell’INPS, quelli non utilizzati, nella risoluzione dei problemi dell’edilizia giudiziaria, e per questo auspichiamo un tavolo comune con l’istituzione di una Conferenza dei Servizi di tutte le parti interessate per meglio tutelare gli interessi pubblici coinvolti, i lavoratori e i cittadini tutti.

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