Raffineria Milazzo: UIL, “decreto Cingolani una macroscopica macelleria sociale”

“In questo difficile e complicato momento, è opportuno ricordare che, allo stato, il famigerato decreto sulla Raffineria di Milazzo, emesso qualche giorno fa dal ministro della Transizione Ecologica Cingolani, avrà una sola, tragica ed inaccettabile conseguenza: una macroscopica macelleria sociale che sarà caratterizzata dalla cancellazione di migliaia di posti di lavoro, sia tra i diretti che dell’indotto. Si tratta di un’ipotesi che non vogliamo neanche considerare e contro la quale, nel quadro del rispetto del binomio rappresentato dalla difesa dell’ambiente e dalla salvaguardia dell’occupazione, ci mobiliteremo senza fare sconti a niente o nessuno” lo ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina.

“La costruzione di un’asettica transizione ecologica, calata dall’alto e senza alcuna considerazione dei risvolti sociali ed occupazionali, rappresenta una strategia errata e provocatoria che respingiamo senza se e senza ma. Far pagare all’economia del territorio e ai lavoratori il prezzo di affrettate ed estemporanee scelte romane, assunte cinicamente e senza l’indispensabile valutazione dell’impatto sociale, trova la nostra fermissima opposizione” ha così proseguito il sindacalista della Uil.

“Pertanto, accanto alla necessaria revisione del decreto, auspichiamo l’apertura di un ampio confronto con i ministeri della Transizione Ecologica, del Lavoro e dello Sviluppo Economico che, nel quadro della salvaguardia di tutti i posti di lavoro, dovrà avere l’obiettivo di costruire una prospettiva socialmente sostenibile e di realizzare investimenti, utilizzando anche il Pnrr, finalizzati ad una prospettiva che scongiuri le nefaste conseguenze che, oggi, sono dietro l’angolo. In questo senso, i tempi sono strettissimi e nel rilanciare l’allarme restiamo in vigile attesa insieme a tutti i lavoratori diretti e dell’indotto della Raffineria di Milazzo” ha così concluso Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina.

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