Per De Luca è il giorno della sentenza. Tre anni la richiesta del PM per il primo cittadino.

La sentenza di primo grado che metterà un primo punto al processo CAF Fenapi è prevista per la giornata di oggi. Il Sindaco Cateno De Luca, come prevedibile e come è suo costume, è già presente in aula di buon mattino, come testimonia una foto dallo stesso pubblicata sul suo profilo. Dopo una notte non facile per il primo cittadino, oggi, quindi, il momento della sentenza per un processo che di fatto non cambia molto politicamente, visto che un’eventuale sentenza avversa non dovrebbe prevedere l’applicazione della Legge Severino, trattandosi di evasione fiscale il reato contestato. La richiesta del PM per il Sindaco di Messina è di 3 anni. Stessa richiesta anche per il suo stretto collaboratore in FENAPI, Carmelo Satta.

Due anni la richiesta di condanna per Giuseppe Ciatto, commercialista. Il PM ha poi chiesto l’assoluzione per Floretana Triolo ( diretta collaboratrice di De Luca, consigliere della Dioniso Srl, membro del Consiglio direttivo Fenapi e rappresentante legale del Caf Impresa Fenapi; Cristina Triolo, sorella di Floretana, imputata nella qualità di diretta collaboratrice di De Luca, segretaria nazionale Fenapi e membro del Consiglio direttivo; Antonino Bartolotta (sindaco di S. Teresa dal 1994 al 2003) come stretto collaboratore di De Luca e amministratore della Delnisi Srl tra il 2007 e il 2008; Francesco Vito, responsabile dell’area fiscale del Caf Fenapi Srl; Carmelina Cassaniti (consigliere comunale a S. Teresa dal 2012 al 2017) nella qualità di rappresentante legale del Caf Impresa Fenapi Srl, rappresentante legale della Nisaweb Srl, della Sviluppo Sociale, consigliere della Dioniso e membro del Consiglio direttivo della Fenapi Nazionale; Fabio Nicita, stretto collaboratore di De Luca, vicepresidente del Consiglio di amministrazione e consigliere del Caf Fenapi, membro del Consiglio direttivo della Fenapi nazionale.

Le accusa sono di evasione fiscale e false fatturazioni per un importo che a seguito dei proscioglimenti scende da 1,7 milioni a 1,1 milioni di euro. Caduta invece per tutti l’accusa di associazione a delinquere contestata dalla Procura della Repubblica, secondo la quale al vertice del sodalizio criminoso vi era proprio De Luca. Il processo è iniziato il 21 giugno 2019 davanti la Prima Sezione Penale del tribunale di Messina, giudice monocratico Simona Monforte, che, da poco transitata al civile, ha deciso di portare a sentenza l’attuale procedimento per non determinare che il processo si concludesse con un nulla di fatto e che dovesse ricominciare da zero con la nomina di un nuovo giudice.

De Luca e Satta vennero arrestati l’8 novembre dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza e scarcerati dopo poco dal Gip. Le indagini furono svolte dalla Procura di Messina, con il sostituto procuratore Antonio Carchietti.

La sentenza è attesa, per la giornata di oggi, alla fine delle repliche della difesa e dell’accusa.

Difendono gli avvocati Carlo Taormina, Tommaso Micalizzi, Giovanni Mannuccia, Emiliano Covino, Massimo Brigandì, Sebastiano Campanella e Maria Grazia Bertilone.

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