Parco Aldo Moro, la vicesindaco Previti replica a CMDB

“Dopo 3 anni e mezzo di amministrazione e governo della res pubblica resto sconcertata di fronte a dichiarazioni rese a mezzo stampa da parte di ex assessori della precedente amministrazione. Mi riferisco al caso parco Aldo Moro chiuso per oltre 50 anni e sconosciuto dalla maggior parte dei cittadini”, evidenzia in una nota il Vicesindaco Carlotta Previti. “Come può l’ex assessore Signorino – si legge nel documento – definire una mera modifica migliorativa l’abrogazione di una clausola che presentava profili di dubbia legittimità autorizzando il proprietario a riprendersi il bene senza giustificato motivo e rendendo impossibile qualsiasi investimento senza configurare un potenziale danno erariale?? Mi dispiace che a distanza di 4 anni possa insistere su una tesi che dimostra la mancata conoscenza dei più elementari fatti di diritto e finanza pubblica. Preliminarmente occorre chiarire che la concessione di un finanziamento pubblico è sempre subordinata all’esistenza del titolo di proprietà o piena disponibilità del bene oggetto dell’investimento che può essere attestata anche con un contratto di comodato d’uso la cui durata deve essere congrua rispetto all’investimento che si richiede. La restituzione del bene può avvenire prima della scadenza solo se vi sono giustificate ragioni. La Delibera di Giunta n.9 del 19.01.18 a cui fa riferimento l’ex assessore Signorino approvava -spiega la Previti – uno schema di contratto di comodato d’uso gratuito che legittimava il proprietario ad esercitare il diritto di recesso unilaterale con formale preavviso di 60 gg senza nessuna giustificata ragione! Non sarebbe stato possibile pertanto investire su un bene il cui proprietario, senza una giustificata ragione e con un preavviso di 6 mesi, avrebbe potuto riprenderselo rescindendo il contratto, perché tale investimento avrebbe configurato una perdita di denaro e pertanto un’ipotesi di danno erariale. Quindi definire l’accordo del 2017 uno storico accordo per la creazione di un parco pubblico frutto di un iter complesso di diplomazia e politica significa non aver conoscenza della normativa a presidio degli investimenti pubblici. Per tali motivi la precedente amministrazione non aveva potuto inserire in bilancio alcuna somma per la riqualificazione dell’area e il parco continuava ad essere un ammasso di rovi e sterpaglie. Questa amministrazione dopo una trattativa con INGV (di cui ringrazio per la fattiva collaborazione il Rettore dell’Università degli Studi di Messina Salvatore Cuzzocrea e la Segretaria generale del Comune Rossana Carruba), con delibera n. 668 del 20.11.21 ha abrogato la clausola impeditiva e l’ha sostituita con l’art. 2: la facoltà di recesso può essere esercitata con un preavviso di 24 mesi (in luogo dei 6) e solo se vi è una giustificata ragione: esclusivamente nel caso in cui venga meno la destinazione convenuta, e cioè “parco urbano”. Con tale modifica solo se c’è una giustificata ragione l’INGV può esercitare il diritto di recesso con un congruo preavviso di 24 mesi. Grazie all’abrogazione di quella clausola contrattuale oggi il parco Aldo Moro attraverso un progetto di riqualificazione è stato inserito in un programma di finanziamento FORESTA ME con l’importo di 2 milioni di euro; dopo oltre 50 anni di incuria è stato scerbato dalla Messinaservizi è ed entro la fine del 2022 il Parco Aldo Moro sarà restituito alla città in tutta la sua sfolgorante bellezza. Dopo 50 anni di inutili parole”, conclude il Vicesindaco.

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