Green pass per accedere negli uffici pubblici, Alessandro Geraci: «L’Amministrazione preveda supporto al personale per i controlli nelle Municipalità»

Il consigliere del M5s mette sotto la lente la carenza di organico nelle sedi decentrate e propone l’impiego dei percettori del Rdc con un progetto di utilità collettiva.

MESSINA. Con il Decreto legge 1/2022 dell’ultimo Consiglio dei Ministri sono state inasprite le misure per fronteggiare l’emergenza covid-19: in particolare, dal 1 Febbraio fino al 31 Marzo 2022, per accedere nei pubblici uffici come le sedi municipali, sarà obbligatorio anche per l’utenza esibire il Green Pass base (da vaccinazione, da guarigione o da tampone antigenico, valido 48 ore, oppure molecolare, valido 72 ore).

Ad accendere il focus sulla questione è il consigliere della terza municipalità Alessandro Geraci, che attraverso la II Commissione, con un documento congiunto, chiederà all’Amministrazione di prendere dei provvedimenti per questi 2 mesi, prevedendo all’ingresso delle 6 sedi di Quartiere un supporto per la verifica del certificato verde.

«Le sedi municipali, molto frequentate ogni giorno dall’utenza, soffrono già una carenza di organico per espletare i servizi base richiesti dai cittadini. Alla Terza Circoscrizione (la più popolosa della città con circa 50.000 abitanti), ad esempio, non si riesce ancora a rilasciare la carta d’identità e il personale in organico ha una media di oltre 15000 servizi erogati ogni anno.

Considerato che in caso di negligenza è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro e che la stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del documento verde se omette il controllo, gravare di ulteriore carico il personale presente con la verifica del green pass potrebbe mandare in tilt gli uffici decentrati.

Non entro nel merito del provvedimento nazionale, ma se pretendiamo dalle private attività ulteriori sacrifici e il rispetto delle regole, le istituzioni diano l’esempio per prime.

Una soluzione potrebbe essere quella di impiegare alcuni percettori del rdc con un progetto di utilità collettiva, ma in assenza di decentramento amministrativo spetta a Palazzo Zanca trovare la soluzione».

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