Gaber avrebbe compiuto oggi 83 anni, omaggio di Google al signor “G”

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Il primo gennaio del 2003 moriva a 65 anni, dopo una lunga malattia, Giorgio Gaber, il “grande snob”, grande in molti ambiti ed in molti sensi. Il premio Nobel Dario Fo, che lo definì un ”grande
commediografo’
‘ oltre che ”un pessimista brutale ma mai opportunista anche se i politici non lo hanno mai amato perché li graffiava, anzi randellava. Molti ricordano l’uomo di teatro,
il monologatore, il cantante
– disse Dario Fo ad ANSA – ma Gaber e’ stato un grande commediografo e questo viene ricordato poco”.


”Un fenomeno da baraccone al contrario”: così lo ricordò invece Gad Lerner, suo estimatore, amico e autore della prefazione di ‘‘Parole e canzoni”, libro più cassetta pubblicato da Einaudi Stile Libero nel maggio del 2002.
Per Lerner Gaber era il ”re del palcoscenico con Celentano Mina e dopo di lui solo Morandi”, oltre che ”un vero snob”.

La qualità è stata per Gigi Proietti la caratteristica principale di Gaber e della sua arte. ‘‘Si parla sempre di qualità – disse l’attore romano – e con Gaber se ne va uno che era tutto qualità e quindi in questo momento la sua è una perdita ancor più dolorosa’‘. Per Proietti, era inoltre un
uomo capace di fare anche scelte, non solo politiche, di gusto, stile e classe”.
Con la sua perdita siamo più poveri, certamente dal punto di vista artistico”, affermò Shel Shapiro, che conobbe l’artista milanese a 30 anni durante il Cantagiro. ‘‘Negli ultimi
25 anni è stato un grande del teatro e della musica
– aggiunse – In queste occasioni si fa molta retorica, ma è veramente una grande perdita per la musica in generale”.
Amico di lunga data di Gaber e della moglie Ombretta Colli, il presidente del Senato dell’epoca della morte di Gaber, Marcello Pera, espresse a quest’ultima ”con tristezza ed affetto’‘ il suo cordoglio personale e del Senato. ”Con la sua musica, la sua voce, la sua mimica – affermò Pera nel messaggio – Giorgio Gaber ha accompagnato più generazioni di italiani e le ha educate allo spirito civile unito ad un senso di critica ironia. E’ stata una testimonianza alta di impegno e di passione”.

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