Cas – Si deve voltare veramente pagina. Filt Cgil e Uiltrasporti: “Servono veri concorsi non un ente che ‘galleggia’ su altro precariato”

Cas – Si deve voltare veramente pagina. Filt Cgil e Uiltrasporti: “Servono veri concorsi per le qualifiche  necessarie al funzionamento dell’ente, una pianta organica e non un ente che “galleggia” su altro precariato”. 


Nel percorso di trasformazione del “carrozzone” CAS, la politica siciliana non si fermi a pochi metri dal traguardo”. Esordiscono così i segretari di Filt Cgil e Uiltrasporti, Carmelo Garufi e Michele Barresi,  che contestano ai vertici del consorzio le ultime delibere del consiglio direttivo emesse in materia di fabbisogno organico.

“Nel cambio di passo che ha visto negli ultimi mesi un proficuo confronto tra l’ente e questi sindacati – continuano Garufi e Barresiera stato concordato che i fabbisogni di nuovo personale e la pianta organica del nuovo ente economico scaturissero da un confronto con i sindacati che di fatto è già in atto. Riteniamo che le recenti delibere esitate in materia dal Cas, seppur atti di indirizzo, siano inopportune e debbano essere sospese per dare spazio alla concertazione contrattualmente prevista. Tra queste c’è il bando per il reclutamento di 55 esattori, presentata con un part time al 25% che di fatto reputiamo essere un pannicello caldo inutile all’ente, che invece necessita di innesti in svariate qualifiche, e per chi da anni aspetta un lavoro vero”.

Un bando così concepito manterrebbe  la precarietà senza peraltro premiare le professionalità che hanno già prestato nel tempo servizio per il Cas. “C’è da operare con comune intento delle parti per non sprecare  l’occasione che la trasformazione dell’ente deve produrre per gli utenti siciliani e per i lavoratori  – concludono Filt Cgil e Uiltrasporti – ed in questa direzione siamo fiduciosi che vi sia comunione di intenti con i vertici del consorzio nella necessità di incidere sulla politica regionale affinché rimuova tutti quei vincoli normativi, ormai anacronistici e superati dalla nuova natura economica del Cas, ma che nonostante tutto    continuano ad oggi a mettere il freno a mano al rilancio dell’ente”.

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