Cani randagi, il M5s: «Accertamenti sulla congruenza normativa dell’ultimo bando e sugli standard minimi del canile di Taurianova»

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Le perplessità dei consiglieri comunali a margine della seduta consiliare del 25 Gennaio: «In quasi quattro anni nessun intervento strutturale per la tutela e il benessere degli animali da parte dell’Amministrazione»

MESSINA. «Abbiamo richiesto un parere alla Segretaria Generale sulla congruenza dell’ultimo bando alle disposizioni previste dal codice degli appalti e sulla verifica degli standard minimi del canile di Taurianova.
Alla luce dei chiarimenti rilasciati dalla Segretaria, provvederemo, con apposita interrogazione al RUP, all’accertamento degli standard minimi previsti dalle norme regionali prima di procedere con il trasferimento dei cani». Così, in una nota, i consiglieri comunali del M5s, che intervengono nuovamente sulla questione dei cani randagi a margine della seduta consiliare dello scorso 25 Gennaio sulla tutela e il benessere degli animali, alla quale hanno preso parte la Segretaria Generale, l’assessore al ramo Massimiliano Minutoli, il dirigente Cardia e il funzionario Restuccia.
«Durante la discussione – spiegano – si è evidenziata la necessità di non poter più procedere con proroghe che hanno superato da tempo i termini di legge. Dopo l’annullamento dei primi tre avvisi, avvenuto grazie ai ripetuti interventi del nostro gruppo consiliare e delle associazioni animaliste, l’amministrazione ha scelto di predisporre un ennesimo bando di affidamento, che prevede l’assegnazione di 421 cani di proprietà del Comune di Messina, 80 dei quali destinati a un canile di Taurianova. Nel corso della seduta abbiamo sollevato delle forti perplessità sul trasferimento fuori dalla regione siciliana dei nostri randagi, che non saranno più sottoposti alle disposizioni particolari derivanti dalla Legge Regionale n.15 del 2000. La nostra maggiore
preoccupazione, infatti, è che il canile calabrese oggetto dell’affidamento non rispetti gli standard minimi di tutela, protezione e cura previsti dalla legislazione siciliana che il Comune di Messina è invece tenuto a rispettare».
Il gruppo consiliare manifesta perplessità anche sull’ultimo bando: «Dubbi che non riguardano solamente l’applicazione della normativa regionale siciliana, ma anche la valutazione dell’offerta tecnica, con riferimento alle capacità professionali impiegate dal canile aggiudicatario».
«Queste circostanze – sottolinea la capogruppo Cristina Cannistrà – certificano scarsa sensibilità e poca conoscenza del fenomeno del randagismo, e dimostrano come questa amministrazione non sia stata capace di mettere in atto alcun intervento strutturale per la tutela e il benessere degli animali: nonostante siano trascorsi quasi quattro anni, ancora non si è provveduto all’istituzione di un canile comunale e alla procedura di adozioni e affidi incentivati. A ciò si aggiunge l’aggravante connessa all’istituzione di un fondo per realizzare un canile comunale in città grazie all’azione coordinata del M5s, che ha presentato un emendamento nell’ultima legge di bilancio, dando seguito
all’incessante lavoro svolto sul tema».

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