ARTICOLO UNO, “SU MSBC E MESSINA SOCIAL CITY SI RISPONDA NEL MERITO”

LA SOLITA INSOFFERENZA AL DISSENSO E NESSUN CHIARIMENTO SULLE QUESTIONI POSTE”.

Articolo Uno ritiene che serva chiarezza nell’interesse della collettività

NOTA STAMPA ARTICOLO UNO, a firma Domenico Siracusano

Il fuoco di fila delle reazioni di Cateno De Luca, delle assessore e dei presidenti dei CdA dà il segno di un nervosismo evidente e non coglie il senso di una serie di richieste ed osservazioni che riteniamo legittime per una forza politica che, dall’opposizione, prova a vigilare sull’operato dell’amministrazione, unicamente nell’interesse della città. Respingiamo, quindi al mittente, ogni tentativo, con i soliti toni esacerbati, di scendere sul personale, cosa che politicamente non intendiamo assecondare. Siamo alle solite, il dissenso diventa “infamante”, “fuori dalla realtà”, “ideologico” quando invece è un contributo alla vita democratica.

la replica
Articolo 1 e Carlotta Previti: il botta e risposta su Messina Servizi

Siamo alle solite, il dissenso diventa “infamante”, “fuori dalla realtà”, “ideologico” quando invece è un contributo alla vita democratica.

Rimaniamo sui punti posti e proviamo a chiarire, sperando che si risponda nel merito.

Sui numeri della differenziata l’ultimo dato di Arpa Sicilia, l’agenzia regionale a cui è demandata la certificazione, è uscito il 22 dicembre scorso e dava a Messina il 29,2% contro il 31,2% dichiarato da Messina Servizi Bene Comune. Leggiamo che l’Assessora Musolino e il Presidente Lombardo dichiarano che, nel secondo semestre del 2021, hanno raggiunto il 53%, ma facendo la media con i loro dati del primo semestre, dovremmo arrivare a poco più del 41% per l’intero anno. Prendiamo atto dei dati, attendiamo la validazione di Arpa Sicilia e la definitiva conferma del Rapporto Nazionale Ispra.

Non è questo, comunque, il punto che avevamo posto. Il Contratto di Servizio che lega MSBC al Comune di Messina, all’Allegato 3, prevede la realizzazione di “Servizi Base” tra i quali, oltre la raccolta, ci sono di ulteriori altri servizi tra i quali la spazzamento, il trasporto e la pulizia di torrenti e spiagge, per indicarne alcuni. Non si può decidere di onorare solo alcuni dei punti o di sacrificarne altri. È risibile l’accusa che ci viene rivolta di avere ipotizzato che si sarebbe dovuto disattendere un principio fissato dalle norme, cioè quello degli standard della differenziata. Abbiamo evidenziato, invece, che alcune scelte hanno determinato la sostanziale rarefazione del servizio di spazzamento ed è di fronte a tutti la condizione delle arterie cittadine.

Rispetto poi al contenimento della spesa, chiediamo ulteriori chiarimenti. Se grazie alla differenziata, i cui risultati sono ascrivibili anche all’impegno delle cittadine e dei cittadini, i costi del conferimento in discarica sono diminuiti al punto che si proclamano eclatanti riduzioni dei costi, ci domandiamo perché il valore della TARI in questi anni è sempre aumentato. Quindi, se risparmi ci sono stati, certamente non hanno avuto alcuna ripercussione sulle tasche dei contribuenti anzi, solo grazie ad una presa di posizione del Consiglio Comunale, la Tariffa sui rifiuti non si è ulteriormente accresciuta.

Sulla Messina Social City non abbiamo mai auspicato un ritorno al passato. Chi vuole leggere in quest’ottica il nostro intervento, lo fa unicamente con una volontà strumentale. Non è in discussione la gestione pubblica dei servizi, contro ogni forma di privatizzazione, che rimane per noi un principio fondamentale. Allo stesso modo, rappresenta un valore importante la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore, come sancito dalla recente sentenza della Corte Costituzionale (131/2020) che ha aperto la strada ai percorsi di co-programmazione e co-progettazione tra P.A. ed E.T.S. “al di là del mero scambio utilitaristico”. Dentro questo scenario, la partecipata Messina Social City può essere uno strumento straordinario, anche perché ha acquisito professionalità nella gestione dei servizi sociali maturata negli anni. Va segnalato, inoltre, che delle 700 lavoratrici e lavoratori, oltre 200 sarebbero ancora in una condizione di precarietà.

Il problema che abbiamo posto riguarda, invece, le politiche complessive. Quali bisogni, quali risposte, quali risorse? Il dato aggregato che la Vicesindaca Previti, l’Assessora Calafiore e la Presidente Asquini si sono affrettate a notificare non spiega nulla. Ci dicano a quali bisogni si risponde, e con quali priorità, e soprattutto quali fondi si impegnano. Sono tante le risorse extra-bilancio disponibili in relazione a linee di finanziamento e non crediamo sia “infamante” chiedere come vengono allocate. Solo così si potranno valutare contenimento dei costi ed efficacia degli interventi.

Sulle politiche attive del lavoro solo una precisazione: i tirocini, ormai previsti da molte misure, non sono lavoro, ma possono essere efficaci se inseriti in un sistema integrato.

C’è infine un elemento che riguarda entrambe le partecipate e che da il senso di uno dei problemi di fondo di questa esperienza amministrativa: il rapporto tra controllati e controllori. Anche le risposte al nostro comunicato sono arrivate con note congiunte tra assessori e presidenti delle partecipate. Non è un problema di poco conto. L’Amministrazione Comunale dovrebbe dare gli indirizzi e controllare i risultati. Le partecipate dovrebbero, invece, eseguire i servizi. Ci pare che la commistione e la promiscuità rischi di offrire un quadro poco chiaro. Si dovrebbe, piuttosto, pensare ad un sistema di controllo che coinvolga pienamente i Dipartimenti Comunali, che elabori indicatori di verifica di processo e di risultato per una valutazione trasparente delle risorse impiegate e del raggiungimento degli obiettivi.

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