Ravanusa – Salgono a 7 i morti. Due i dispersi ancora da trovare. Si scava a mani nude

Sono altri quattro i corpi ritrovati sotto le macerie dell’esplosione avvenuta alle 21 di due giorni fa a Ravanusa, in provincia di Agrigento. Una tragedia immane che ha coinvolto le tante famiglie che abitano le due vie colpite dalla deflagrazione di quella tubatura di gas. I cadaveri erano sotto le macerie della palazzina di quattro piani crollata. Salgono così a 7 le vittime accertate, ma si cercano ancora due dispersi. I Vigili del Fuoco hanno scavato tutta la notte a mani nude in quel che resta di un edificio di 4 piani e di una casa attigua. Ancora dispersi Selene Pagliarello, l’infermiera incinta ed il marito Giuseppe Carmina. Ritrovati invece padre e madre di Giuseppe, Angelo Carmina e Enza Zagarrio.

Due donne sono state estratte vive dai detriti: la prima un quarto d’ora dopo l’evento, finita tra due solai collassati; l’altra intorno alle 23.

Sono una quarantina gli edifici che sono stati coinvolti nell’esplosione. Quattro quelli crollati e tutti gli altri con gravi danni strutturali. è un intero isolato – il quartiere Mastro Dominici – a essere stato devastato. Un centinaio gli sfollati. La procura di Agrigento ha aperto una inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo, ha detto il procuratore Luigi Patronaggio, al termine di un vertice operativo con Protezione civile, vigili del fuoco, Comune e forze dell’ordine.

“L’ipotesi privilegiata”, ha aggiunto, è quella di “una fuga di metano”. “Abbiamo posto sotto sequestro al termine di un primo sopralluogo un’area di 10 mila metri quadri – ha proseguito rispondendo a una domanda su una presunta criticità nella distribuzione del gas – ma dopo un ulteriore sopralluogo potremmo decidere di mettere in sicurezza altre aree”.

Nominato un gruppo di consulenti che dovrà aiutare a fare chiarezza. Alcune persone ripetono che da alcuni giorni sentivano puzza di gas. Italgas da parte sua fa sapere che nessun tipo di segnalazione, riferita a perdite di gas, è mai giunta al servizio di Pronto intervento nell’ultima settimana, nè erano aperti cantieri della società. In campo, senza mai fermarsi, squadre e nuclei specializzati.

Lamorgese: “Mobilitato il sistema”

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, è in costante “contatto con i vertici del Dipartimento dei vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa Civile per seguire le ricerche dei dispersi”. “Il nostro sistema si è mobilitato sin dai momenti iniziali che sono quelli più difficili”, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.

“Abbiamo centinaia di operatori, professionisti, i cani molecolari, le tecnologie. Stiamo facendo il massimo – ha aggiunto – in questa prima fase. è stato un evento importante con una forte onda d’urto. Le operazioni di soccorso sono ancora in atto per cercare e soccorrere le persone e mettere in sicurezza l’area. Tutta la catena di è mossa per soccorrere la gente e ci siamo accordati per dare risposte non solo in questa fase”.

Così anche il comandante dei vigili del fuoco, Guido Parisi: “Fino all’ultimo lavoreremo per estrarre dalle macerie le persone coinvolte. Quando si fa squadra diamo il meglio e il nostro impegno proseguirà fino alla fine. Abbiamo messo in campo le migliori risorse disponibili, il meglio che si puo’ offrire. Verificheremo le cause, è necessario farlo per realizzare prevenzione”.

Il sindaco Carmelo D’Angelo si mostra grato per “l’intervento sinergico e immediato che ha consentito e sta consentendo di soccorrere le persone. Tutto il Paese è con noi, il presidente Mattarella ha espresso vicinanza e solidarietà totali alla nostra comunità, ma – è l’appello – l’attenzione per questa gente deve restare massima, anche dopo questi momenti: queste persone hanno perso tutto e meritano tutta l’attenzione possibile, di non essere lasciate sole”.

Ma ora è soprattutto il momento di scavare ancora. E poi che parli la verità. 

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