Policlinico di Messina: Coopservice, lavoratori in sciopero dopo esito negativo conciliazione. “Fiadel, azione necessaria, stante il silenzio del datore di lavoro”

15/12/2021

A seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione tra i lavoratori della Coopservice impegnati al Policlinico di Messina e la Coopservice, presente la Fiadel, innanzi al Prefetto di Messina, l’ assemblea dei lavoratori iscritti alla FIADEL ha conferito mandato al sindacato di proclamare lo sciopero per la giornata del 17 dicembre 2021 per l’intera giornata per tutti i turni di lavoro. Lo annuncia Clara Crocè.

“La Coopservice non fornisce chiarimenti alle richieste che di seguito si elencano:

1) Organizzazione dei turni di lavoro e dell’orario spezzato;

2) Riposo a scalare, atteso che i lavoratori non possono essere impiegati tutte le domeniche ( clausola contrattuale);

3) Flessibilità dell’orario di lavoro (clausola contrattuale )

4) Errata programmazione delle prestazioni di lavoro straordinario ;

5) Aumento delle ore dei contratti part- time;

6) Divieto di assunzione di nuovo personale in assenza

7) Annullamento e riproposizione contratti sottoscritti dai lavoratori;

8) Permessi retribuiti e non retribuiti;

9) Conoscere se i servizi di facchinaggio, ,rifiuti speciali, sale operatorie, giardinaggio, sono ricompresi nella metratura 200 metri calpestabili di cui all’appalto oppure se gli stessi sono dei servizi che hanno una contabilità ed una organizzazione autonoma.

10.copia dei turni di lavoro già programmati;

11. Il numero dei lavoratori contrattualizzati indicato il tipo di contratto pert- time o full time e distinguendo i lavoratori addetti alla pulizia da quelli addetti alla manutenzione e al trasloco

12. Straordinario non pagato, retribuzione oraria minore.

13. Molti dipendenti lamentano di avere percepito una retribuzione minore rispetto le ore lavorate.

Ciò premesso si invita la Coopservice a concordare i servizi essenziali che dovranno essere comunque garantiti con il personale che non aderirà allo sciopero” conclude Clara Crocè di Fiadel.

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