Oltre MESSINA – Capodanno senza feste in piazza. Divieti a Roma e Napoli. De Luca “Messina caso nazionale”

Il sindaco Gualtieri vieta tutti gli eventi con gli assembramenti nella Capitale: “Priorita’ alla salute dei cittadini”. Ordinanza di De Luca nel capoluogo campano: dal 23 dicembre fino al primo gennaio 2022 divieto di consumo di cibo e bevande nelle aree pubbliche. A Messina tutto confermato.

Mentre il Covid cancella concertoni e feste di piazza in molte città italiane a Messina il Sindaco Cateno De Luca conferma che “nulla sarà annullato” nonostante la quarta ondata e la variante Omicron. Ma De Luca parla di “post pandemia”.

De Luca, sindaco di Messina, “Lo Stato renda obbligatorio il vaccino. Basta ipocrisia. Eventi? Non blocco nulla!”

A causa della continua crescita dei contagi e dell’avanzare della variante Omicron, anche questo passaggio al 2022, in quasi tutte le città d’Italia, non sarà suggellato da appuntamenti musicali e da brindisi di popolo. Molti sindaci, infatti, hanno deciso di annullare anche quest’anno gli eventi tradizionali di san Silvestro. Esattamente come l’anno scorso quando però – differenza non da poco – l’Italia era in piena emergenza pandemica, con le Regioni per lo più colorate di rosso e arancione e i ‘confini’ chiusi. Adesso la situazione è sì migliorata ma la prudenza è ancora molto alta e così dal Nord al Sud in tanti hanno deciso di annullare gli eventi, compresi i mercatini natalizi, che porterebbero inevitabilmente ad assembramenti. Gli ultimi a decidere in tal senso sono stati Roma e Napoli.

Nella Capitale non ci sarà il classico mercatino di Natale in piazza Navona e il concerto già in programma al circo Massimo non si terrà perché, come ha detto il sindaco Roberto Gualtieri, bisogna “dare priorità alla protezione della salute dei cittadini” e quindi evitare “eventi che comportino assembramenti perché potrebbe essere imprudente in questa fase”.

“Era tutto pronto per celebrare il Capodanno in grande stile e riportare Roma al centro dei grandi eventi – ha spiegato l’assessore al Turismo e Grandi Eventi capitolino, Alessandro Onorato – avevamo scelto per la ripartenza alcuni grandi artisti romani, una location spettacolare come il Circo Massimo e un’organizzazione impeccabile per la sicurezza. Coez, Blanco e Tommaso Paradiso avrebbero garantito una grande partecipazione di pubblico e l’interesse di tutti i media nazionali”.

“Ma in questo momento la nostra priorità è e deve essere quella di salvaguardare la salute dei romani ed evitare assembramenti che possono aggravare una situazione pandemica che, pur sotto controllo, presenta aspetti preoccupanti. Per questo dopo aver sentito anche il parere delle autorità competenti e la Prefettura siamo costretti ad annullare il Concertone di Capodanno”.

Stessa decisione in Campania dove un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, stabilisce che tra le disposizioni e raccomandazioni in materia di contrasto e prevenzione del contagio da Covid-19, non si possano svolgere feste in piazza per Capodanno: “Nei luoghi pubblici all’aperto – si legge nel documento – è fatto divieto di svolgimento di eventi, feste o altre manifestazioni che possano dar luogo a fenomeni di assembramento o affollamento”.

De Luca ha spiegato: “Se lasciamo campo libero agli impazzimenti che abbiamo nella settimana tra Natale e Capodanno, a fine gennaio ci leccheremo le ferite, perche’ avremo migliaia di nuovi contagi”. Ha invitato tutti alla responsabilità e a “riscoprire gli affetti familiari”, trascorrendo “il Natale e il Capodanno in famiglia” ed evitando di fare “cose scriteriate e irresponsabili, andando in giro in migliaia senza mascherine e bevendo dalla stessa bottiglia superalcolici”.

Ma già altre città avevano deciso di stoppare eventi pubblici di fine anno, da Milano, dove l’opzione festeggiamenti in piazza non è mai stata presa in considerazione, a Palermo, dove non ci sara’ il concerto in piazza Politeama (anche se in realtà sembra che la decisione sia legata non alla pandemia ma a problemi di bilancio). E poi molte città di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino ed Emilia Romagna, hanno deciso di evitare veglioni pubblici. Il Paese, insomma, si prepara al 2022 ma lo fa all’insegna della prudenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Close