“Medici a mani nude”: sono 365 i medici caduti per Covid a cui va il rispetto e la memoria

Siamo solidali con i componenti dell’associazione ‘Medici a mani nude’ e con le loro famiglie. Siamo disponibili a valutare le loro richieste e a rappresentarle nelle giuste sedi”.

Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, al termine dell’incontro con una delegazione dell’associazione, guidata dal Presidente Gennaro Avano.

Nata lo scorso ottobre, “Medici a mani nude” raccoglie i familiari di Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta deceduti dopo aver contratto il Covid. L’intento è quello di unire le forze, sostenersi vicendevolmente e far sentire, tutti insieme, le loro ragioni.

“Chiediamo ristori per le nostre gravissime perdite. I medici di famiglia e pediatri di libera scelta caduti nel corso della pandemia per Covid-19, in quanto convenzionati, non possono beneficiare di indennizzi Inail – spiega Gennaro Avano -. Chiediamo alle istituzioni e agli enti preposti di attivarsi affinché siano erogate misure di ristoro tout court per i figli e per i coniugi dei nostri cari, medici di base e pediatri di libera scelta, deceduti sul lavoro per aver contratto il virus durante il valoroso servizio di assistenza ai pazienti, svolto con grande senso del dovere e grande generosità, e senza sottrarsi al pericolo a cui andavano incontro”.

Sono 365 i medici caduti per il Covid, ricordati sul Portale della Fnomceo: circa la metà erano medici di medicina generale – che operavano come medici di famiglia, guardie mediche, medici penitenziari, del 118, delle Rsa – o pediatri di libera scelta. 

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