La Regione NON ha mandato ispettori al Comune. I documenti e la risposta di Cardile

Non c’è alcun ispettore venuto a Messina a “sanzionare il presidente del Consiglio Comunale Cardile“, che secondo l’amministrazione De Luca, non avrebbe consentito al Sindaco di presentare la propria relazione annuale, non permettendogli così di adempiere a quanto previsto dalla Legge Regionale n. 7 del 26 agosto del 1992.

Nessun ispettore è stato nominato: la prova sta nella richiesta da parte dello stesso assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica che con richiesta del 19 novembre scorso, protocollo 16738, chiede, semmai, chiarimenti al Presidente del Consiglio entro 30 giorni un “circostanziato rapporto”.

Nessun ispettore, ribadiamo, quindi, anche perché la risposta del Presidente è stata a stretto giro già inviata ed illustra come non sia stata osteggiata la presentazione della relazione del Sindaco, “essendo venuto meno il numero legale della seduta consiliare prevista”. “Anche nella seduta di seconda convocazione, tenutasi il giorno successivo e alla stessa ora, come previsto dalla legge e dal regolamento del consiglio comunale, si sono presentati (i consiglieri) in numero inferiore a quello necessario, con conseguente impossibilità di svolgere la seduta per mancanza del numero legale”, scrive il Presidente del Consiglio.

La Regione NON ha mandato ispettori al Comune. I documenti e la risposta di Cardile "Per due anni il sindaco non ha presentato alcuna relazione"

Quindi, ribadiamo, nessun ispettore regionale si è presentato per questa supposta violazione. Come rappresentato e ricordato dal Presidente del Consiglio del Comune di Messina, infatti, il Sindaco Cateno De Luca “per anni è stato impossibilitato ad esercitare il proprio diritto di partecipare alla seduta di consiglio”.

Sulla vicenda il Presidente Cardile, anche in risposta all’articolo uscito sul quotidiano, che dava per assodato l’invio degli ispettori, ha inviato al quotidiano una lettera a firma del suo legale che riportiamo in uno stralcio:

“Il Presidente Cardile non ha in alcun modo violato il diritto del Sindaco di Messina a rendicontare la propria attività al Consiglio comunale. L’art. 17, comma 1, della legge regionale 26 agosto 1992 n. 7, stabilisce il dovere del Sindaco di presentare una relazione scritta al Consiglio comunale sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta, nonché su fatti particolarmente rilevanti.

Come noto, per l’anno in corso, il Presidente Cardile ha puntualmente convocato la seduta del consiglio comunale per la valutazione pubblica della Relazione scritta trasmessa dal Sindaco di Messina, e, in quell’occasione, la maggioranza dei consiglieri comunali, dopo avere consegnato un documento allo stesso Presidente Cardile in cui erano riassunti i motivi del clamoroso gesto, ha abbandonato l’Aula, esprimendo così anche per facta concludentia la valutazione sulla Relazione annuale. Un dissenso politico plasticamente espresso attraverso l’azione di lasciare gli scranni vuoti.

Il Presidente Cardile, pertanto, ha solo potuto prendere atto delle gravi ragioni poste a fondamento della scelta del consiglio comunale e della valutazione implicita espressa con l’abbandono dell’Aula.

I fatti, dunque, per come sopra descritti, inducono fondatamente a ritenere che la vicenda si concluderà con un’archiviazione“.

TESTO AGGIORNATO E CORRETTO ore 14.26

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