ACCORPAMENTO 5 CAMERE DI COMMERCIO SICILIANE, AMATA (FDI): “IPOTESI ILLOGICA, NON FAVORISCE LE IMPRESE E RISCHIA DI CREARE IL CAOS”

Palermo, 1 dicembre 2021 – “E’ illogica l’ipotesi di modificare l’attuale assetto con l’accorpamento in un’unica Camera di Commercio di quelle di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani”. Lo dice in una nota Elvira Amata, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia, Lo dice in una nota Elvira Amata, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia, la quale “nel dirsi contraria” interviene dopo l’appello lanciato da Unioncamere Sicilia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del consiglio Mario Draghi, al ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, al presidente della commissione bilancio della Camera Fabio Melilli, ai deputati componenti la commissione, ai capi gruppo dei partiti alla Camera, al presidente della Regione Nello Musumeci, al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, a tutti gli assessori e ai deputati regionali, ai sindaci delle città interessate, alle associazioni di categoria e ai sindacati. “Bloccare l’emendamento, che vede prima firmataria l’onorevole Stefania Prestigiacomo – spiega Amata – è fondamentale perché è impensabile mettere assieme in un’unica Camera di Commercio, aree territorialmente lontane, prive tra l’altro delle necessarie infrastrutture di collegamento ed ancora imprese con peculiarità diverse e talvolta legate al territorio che nulla hanno a che spartire con altre realtà. L’attuazione di questa idea genererebbe soltanto il caos amministrativo”. Al presidente Nello Musumeci Fratelli d’Italia chiede “un intervento deciso affinché si possa fugare quello che da parte di tutti è considerato come un emendamento estraneo alle reali esigenze dei territori e delle imprese. Altre, invece, possono essere le ipotesi di riforma che devono passare da un’ampia condivisione dei territori e che devono certamente fondarsi su altri presupposti. Mi chiedo, a chi giova tutto questo caos? Certamente non alle imprese al servizio delle quali la politica ha il dovere di operare”, conclude Amata.

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