Virgil Abloh, 41 anni, la star di Louis Vuitton, ucciso da una rarissima forma di cancro

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 È morto Virgil Abloh, stilista e direttore artistico delle collezioni uomo di Louis Vuitton: è stato stroncato da un cancro all’età di 41 anni. Lo ha reso noto lo stesso gruppo Lvmh.

La malattia tenuta segreta fino all’ultimo non gli ha lasciato scampo. Si tratta di una forma rarissima di angiosarcoma cardiaco. Sul suo account Instagram, anche i suoi famigliari hanno lasciato un lungo messaggio in cui rendono omaggio a “un padre, un marito, un figlio, un fratello e un amico devoto”.

“Per più di due anni, Virgil ha combattuto valorosamente una forma di cancro rara e aggressiva, l’angiosarcoma cardiaco. Ha scelto di condurre la sua battaglia in privato sin dalla sua diagnosi nel 2019, sottoponendosi a molte cure difficili, mentre guidava diverse importanti istituzioni che si occupano di  moda, arte e cultura”. 

“Spesso diceva: ‘Tutto quello che faccio è per la versione diciassettenne di me stesso’, credendo profondamente nel potere dell’arte di ispirare le generazioni future”.

Primo grande stilista nero, impegnato nell’affermazione delle culture afroamericane, lo stilista era approdato nel 2018 in una delle posizioni più invidiate della moda, nell’etichetta di punta di LVMH. Re dello streetwear di lusso, si era affermato in pochi anni come uno dei designer più cool tra un pubblico di millennial iper-connessi.

Il suo marchio di fabbrica, uno stile che rispecchia la cultura “street”, con le sneakers e le felpe, ma anche un logo facilmente riconoscibile, fatto di bande oblique bianche e nere e collaborazioni di successo con Nike, Jimmy Choo, o addirittura Moncler.

 A soli 22 anni, Virgil Abloh era diventato il braccio destro di Kanie West: si occupava del design delle copertine dei suoi album e del merchandising dell’etichetta. Ma la sua carriera aveva preso una svolta quando aveva mosso i primi passi nel mondo della moda, da Fendi a Roma, dove aveva fatto uno stage a 20 anni.

Virgil Abloh aveva creato la sua prima etichetta nel 2012, Pyrex Vision. Ma l’anno della consacrazione e del progetto che farà brillare il suo genio è il 2013 quando crea, a Milano, Off-White, che propone collezioni di abbigliamento per uomo e donna, ispirate alla strada e alla controcultura.

Nel 2015 il marchio era stato uno dei finalisti del prestigioso premio LVMH. E nel 2018, a sorpresa, era stato nominato direttore artistico delle collezioni uomo di Luois Vuitton, uno dei primi stilisti di colore in una casa di Haute couture.  LVMH aveva firmato un accordo a luglio con Virgil Abloh per diventare l’azionista di maggioranza del suo marchio Off-White.

Originario del Ghana, Virgil Abloh lascia una moglie, Shannon, e due figli, Lowe e Gray.

Oltre ad essere uno stilista, lo statunitense aveva un curriculum lungo e variegato: dj, musicista, produttore musicale, influencer e amico di celebrities. Abbastanza perché la rivista Time lo inserisse, nel 2018, nella listeìA delle 100 persone più influenti al mondo.

 A settembre 2019, quando non era uscito a salutare dopo la sfilata, quell’assenza aveva fatto scattare l’allarme. Poi si disse che il medico gli aveva consigliato riposo dopo avergli diagnosticato un “burnout”, cioè stress da superlavoro. Ma evidentemente non era così.

Il gruppo LVMH, la Maison Louis Vuitton e Off-White hanno l’immenso dolore di annunciare la scomparsa di Virgil Abloh, deceduto questa domenica 28 novembre per un cancro che combatteva da diversi anni”, ha reso noto LVMH nel suo account Twitter.

Il presidente del gruppo Bernard Arnault si è detto “sconvolto”. “Siamo tutti sconvolti da questa terribile notizia. Virgil non era solo un designer geniale, un visionario, ma anche un uomo con un’anima bellissima e una grande saggezza“.

Abloh era anche direttore creativo di Off White, di cui LVMH era l’azionista di maggioranza. 

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