TDoR – Transgender Day of Rememberance 2021. Contro la violenza nella giornata dedicata alle vittime della transfobia.

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo il TDoR, il Transgender Day of Remembrance, per commemorare le vittime dell’odio, del pregiudizio e della discriminazione anti-transgender.
L’evento viene introdotto nel 1998 su iniziativa di Gwendolyn Ann Smith, attivista transgender, per ricordare Rita Hester, il cui assassinio in Massachussets diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

L’Italia condivide tristemente il podio con Turchia e Francia, attestandosi al terzo posto per il numero di omicidi, crimini d’odio e violenza patriarcale sulle persone trans* e sulle soggettività ritenute non conformi. Lo rivela il “Transgender Europe’s Trans murder monitoring project”, il quale certifica il 2021 come l’anno in cui si è registrato il maggior numero di vittime di transfobia in tutto il mondo con un considerevole aumento rispetto agli anni precedenti: sono infatti 375 gli omicidi di carattere transfobico registrati tra il 1° ottobre 2020 e il 30 settembre 2021. Ciò rappresenta un aumento del 7% rispetto all’aggiornamento del 2020, che era già in aumento del 6% dall’aggiornamento 2019.

Questi dati riguardano soltanto i casi di omicidio, dimenticando tutte le vittime che oggi vogliamo ricordare, quelle, sì, private della vita da una mano assassina, ma anche le vittime della discriminazione quotidiana che esclude dal mondo della scuola e del lavoro, dagli affetti, che nega benessere e dignità, che erode pian piano l’entusiasmo e la fatica con cui le persone transessuali hanno riconquistato, tra mille difficoltà, sé stesse.
Vorremmo che con maggiore incisività e maggiore consapevolezza si ricordasse che i crimini contro le persone transessuali e quelli contro le donne sono entrambi frutti del patriarcato, sono entrambi crimini di genere, conseguenza della violenza di genere, sessista e maschilista, e l’affossamento del DDL ZAN non ha fatto altro che sottolineare ancora una volta l’incapacità da parte dello Stato italiano di riconoscere questa violenza, di riconosce le nostre esistenze.

Ogni commemorazione annuale rischia di diventare una stanca ripetizione rituale, quasi un atto dovuto, spesso interpretato come mera pratica per “mettersi la coscienza a posto”, se non riesce a far maturare la consapevolezza che queste vittime vanno ricordate ogni giorno.

Con l’obiettivo di costruire politiche e pratiche di inclusione e integrazione che salvaguardino il diritto alla autodeterminazione delle persone transessuali e la loro dignità di cittadine e cittadini, Arcigay Makwan Messina, nel silenzio di chi osserva e tace, decide di promuovere una fiaccolata in ricordo delle nostre sorelle e dei nostri fratelli, con microfoni e megafoni aperti a chiunque voglia intervenire per denunciare ogni forma di discriminazione e violenza che ancora invade ogni aspetto della nostra vita!
Se toccano unə toccano tuttə!
Arcigay Makwan Messina

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