Stabilizzazione ASU di ASP Messina: A buon fine le procedure di raffreddamento. Accolta da ASP la proposta di CSA di stabilizzazione dei lavoratori

Si è svolto proficuamente l’incontro di stamane tra le parti sociali, i rappresentanti dei lavoratori ASU dell’ASP di Messina innanzi al Prefetto di Messina, Cosima Di Stani.

Il CSA dopo aver ascoltato la proposta del Commissario di ASP Messina, Bernardo Alagna, che ipotizzava una stabilizzazione incompleta, con mansioni diverse da quelle attuali basate, comunque, su un monte ore davvero insoddisfacente che rimaneva a 18 ore, il sindacato ha presentato una proposta alternativa e più rispondente ai diritti di tutti i lavoratori ASU.

Il CSA con Clara Crocè, infatti, dopo aver doverosamente stigmatizzato l’atteggiamento assunto dal Commissario Straordinario dell’Asp dott. Alagna che fino adesso ha negato ogni confronto con il Csa mentre con altri Sindacati ( come, d’altronde ammesso dallo stesso) e che ha avuto come risultato il nulla, ha proposto di stabilizzare tutti i lavoratori abbassando le ore , anche ad 11 se il caso e utilizzando la massa finanziaria messa a disposizione dall’azienda per aumento delle ore.

“Con questa soluzione potremmo stabilizzare tutti e subito ed arrivare ad un contratto che, almeno da 22 ore potrebbe passare gradualmente fino a 36” ha detto Clara Crocé. “Ancorché l’art 36 sia stato impugnato – ha spiegato ancora Crocè – in Sicilia vige la normative che consente la stabilizzazione con un contributo quinquennale e pari all’importo dell’assegno di utilizzo. La normativa fa il paio con il piano del fabbisogno e consente questa procedura”.

L’Asp ha accolto la proposta del Csa e ha assunto l’impegno di comunicare a tutte le Oo. ss il numero dei vuoti di personale in organico e di convocare le Oo. ss per avviare la trattativa per la stabilizzazione.
Il CSA ha concluso positivamente la procedura di raffreddamento.

Vogliamo dare un’ultima chance al Commissario Alagna. A ristampare la richiesta di riconvocazione in Prefettura per mancato impegno ci mettiamo un attimo” conclude Clara Crocè.

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