Movida come “abuso”? Più controlli contro alcol, stupefacenti e musica selvaggia. Picciotto: “Serve più consapevolezza”

“Quali sono i rischi se si viene trovati a somministrare alcol a un minore di 16 anni? E quali altri se si vende o somministra un superalcolico a una donna incinta? Inoltre, se si ordina un cocktail alcolico, mentendo sulla propria età, in quali tipo di sanzioni si incorre?“.

Carmelo picciotto, confcommercio fipe

E’ quanto dovrebbero chiedersi, da un lato i gestori di ogni ritrovo o punto di somministrazione di bevande alcoliche, in primo luogo, poi i giovani che ne fanno abuso e poi le famiglie dei tanti minorenni che “svoltano” (male) la serata, imitando i grandi e procurandosi danni alla salute rilevantissimi in età dello sviluppo, oltre che rischiare gravi dipendenze.

Questi sono anche gli interrogativi che si pone e che pone Carmelo Picciotto presidente di Confcommercio Messina e FIPE, dopo la notizia di cronaca di sabato scorso che ha registrato due 14enni soccorse dal 118 per abuso di alcol e che hanno rischiato il coma etilico.

il fatto
Movida: somministrazione alcol a minori: malore per due ragazze

“E’ a questi interrogativi che vuole rispondere la campagna “Bevi responsabilmente” lanciata da Fipe Confcommercio anche a Messina all’indomani dei fatti che hanno visto nel fine settimana due ragazzine minorenni colte da malore per abuso di alcol” dice ancora Picciotto in un comunicato. “Quanto accaduto – spiega Carmelo Picciotto – è di una gravità inaudita. La Fipe si discosta dall’atteggiamento di chi, incurante delle regole, serve alcolici ai minori di 16 anni e lancia all’interno dei pubblici esercizi aderenti una campagna di sensibilizzazione sull’uso consapevole dell’alcol.” .

Carmelo Picciotto, presidente Confcommercio e FIPE Messina

L’unico vero antidoto alle cattive prassi – spiega Picciotto – è la consapevolezza sui rischi, di natura penale, amministrativa e sanitaria, che corrono da un lato i consumatori, anche minorenni, dall’altro i gestori dei locali, non sempre consapevoli delle conseguenze legali di alcune loro scelte che comportano devastanti conseguenze sociali.”.

La campagna nasce a livello nazionale da un protocollo sottoscritto dall’Associazione Nazionale Magistrati e Fipe-Confcommercio ed ha lo scopo di diffondere legalità e buoni comportamenti all’interno dei Pubblici esercizi italiani. “Formazione e informazione sono i binari su cui si deve muovere la cultura del divertimento. Un divertimento sano che non nuocia ai ragazzi e non pregiudichi il ruolo di chi responsabilmente fa impresa, mettendo in primo luogo la salute e la sicurezza e la qualità del buon bere – spiega Picciotto – Bere responsabilmente deve essere un messaggio di senso per i consumatori e un valore aggiunto per i gestori dei locali che hanno il dovere di contrastare abusivismo e pratiche scorrette.”.

tavolo tecnico
Movida centro storico ed abusi alcol. L’assessore Musolino convoca tavolo tecnico

Vero è, però, che la movida a Messina è troppo “intesa” come serate dello sballo, dall’alcol a molto altro, passando per la diffusione selvaggia della musica senza rispetto delle norme, del senso civico e del rispetto degli orari e dei limiti.

ALCOL, DROGA e MUSICA SENZA REGOLE

Perché il problema non è solo l’alcol, poi c’è anche l’uso e l’abuso di stupefacenti, spesso non solo marijuana. Anche questo è un problema, anzi una vera e propria emergenza, da non dimenticare e non può di certo bastare un tavolo tecnico al Comune di Messina ed un protocollo condiviso, servono i controlli di ogni abuso del sabato sera, ma anche per gli altri giorni della settimana. La presenza delle forze dell’ordine, costante e non saltuaria, anche in borghese, servirebbe da deterrente per tanti comportamenti scorretti e da monito al rispetto della legalità. A dire la verità c’è stato un momento a Messina durante il quale l’impegno interforze è stato serrato e stringente. Ed i risultati si sono visti. Oggi manca proprio questa presenza, questo intervento, il senso che l’occhio è attento e che “libertà” non significa autodistruzione.

Serve, insomma, l’impegno di tutti: genitori, figli, forze dell’ordine, Sindaco e Prefetto.

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