MESSINA – CSA, CIGIL, CISL, “Polizia Municipale verso lo stato di agitazione. Agenti dileggiati e trattati come pacchi postali”. Il 25 novembre convocati dal DG del Comune.

CSA, CISL FP e CGIL annunciano azioni di protesta da parte del Corpo di Polizia Municipale di Messina. L’unica ed ultima speranza è che la convocazione da parte del DG del Comune di Messina, Basile, prevista per il prossimo 25 novembre possa dare finalmente risposte concrete alle problematiche per troppo tempo ignorate da questa amministrazione.

“Le OO.SS. firmatarie, nell’accogliere con favore la convocazione per il giorno 25 novembre
da parte del Direttore Generale sulle problematiche della Polizia Municipale, ricordano, in ogni
caso, che le questioni in campo, tutte sino ad oggi senza risposte ed ancora aperte, sono molteplici
ed importanti:

  • ci riferiamo alla mancata nomina di un Comandante di ruolo, con la qualifica di Ufficiale di P.G.,
    necessaria a svolgere a pieno le funzioni delegate dalle leggi e regolamenti, si rende
    indispensabile per garantire al Corpo di Polizia Municipale di una città metropolitana, la
    necessaria autonomia e imparzialità che il ruolo ricopre. Invece, il ruolo di Comandante viene
    attribuito, in modo improprio, al Dirigente di turno che, per via delle limitate prerogative
    attribuite dalla legge, deve limitarsi a gestire il Corpo solo dal punto di vista amministrativo. In
    questi anni, dopo l’ultimo vero Comandante Gen. Calogero Ferlisi, non si è voluto provvedere
    ad attivare alcuna procedura concorsuale al fine di individuare una figura legittimata a ricoprire
    tale incarico. Si è provveduto, invece, ad individuare delle figure provvisorie che sono a fine
    carriera, privi delle competenze specifiche e delle relative funzioni, salvo poi ricondurre il tutto
    alla gestione del Direttore Generale che, per effetto dell’ultimo Decreto Sindacale ricopre, di
    fatto, tra gli altri anche il ruolo di Dirigente della Polizia Municipale. Tale comportamento lascia
    intendere una volontà chiara di voler gestire direttamente il Corpo, minando quel principio di
    imparzialità necessaria per lo svolgimento dei compiti demandati dalla legge;
  • la riorganizzazione di una struttura, quale quella del Corpo di Polizia Municipale, deve passare dalla ricerca di obiettivi d’interesse della cittadinanza, nonché da una verifica sulla fattibilità per il raggiungimento di tali obiettivi. Per fare ciò è indispensabile tenere conto delle risorse
    disponibili, che necessariamente devono passare dal possesso delle capacità dei soggetti
    coinvolti, dalle competenze professionali e dal possesso dei titoli. Scelte basate su criteri diversi,
    oltre che esporre la struttura a sicuri insuccessi, da spunto a pensare che vi sia una gestione di
    natura clientelare, tesa a soddisfare bisogni personali e non dell’intera collettività. Ciò è provato
    dall’assenza di personale adibito al coordinamento e controllo (ruolo Commissari con qualifica
    di Ufficiali di P.G.) le cui nomine risultano ormai indispensabili. Tali figure sono state surrogate
    dagli Ispettori che possono coordinare altri addetti, ed invece sono stati nominati
    impropriamente coordinatori di sezione, in contrasto con quanto previsto dal CCNL, confermato
    dalla Delibera di Giunta Municipale n° 334 del 14/06/2021. Ciò sulla base di decisioni
    opportunistiche, mettendo a rischio gli stessi, i quali, occorre precisare, non possono effettuare
    alcun controllo sull’attività svolta dagli agenti operanti;
  • si ricordi la richiesta prot. n. 201246 datata 29 luglio 2021 per l’attivazione del Comitato
    Paritetico dell’Innovazione per affrontare il tema del Cambio Profilo Professionale del
    personale della P.M.
    , seppur con limitazioni, risultano idonei alle mansioni di Istruttore di
    Polizia Municipale. Non solo questo organismo, previsto dal contratto, non è stato attivato, ma per tutta risposta si sono attivate, invece, le procedure per il cambio profilo, trattando il personale alla stregua dei pacchi postali. Non si è in alcun modo tenuto conto della loro professionalità, delle competenze, delle esperienze maturate in questi lunghi anni di servizio e, soprattutto, non sono stati spiegati quali impatti avranno questi trasferimenti
    sull’organizzazione del Corpo;
  • il mancato rispetto degli orari di servizio, nonostante la recente approvazione del regolamento orario del Comune di Messina, si pensi ai servizi con orario 20-02 o addirittura 22-04; la mancata attuazione generalizzata della programmazione dei servizi (feriali, domenicali e festivi);
  • impiego personale notturno per coloro che non hanno in dotazione l’arma. Trattasi di esigenze essenzialmente di prevenzione, il cui svolgimento può concretamente porre in pericolo l’incolumità di chi li esplica.
  • il blocco del turn over sino al 2024, che porterà alla completa paralisi del Corpo, che
    fisiologicamente ha bisogno di ricambi di personale, basti pensare ai 46 contrattisti ancora
    precari e alla possibilità di attingere dalla graduatoria degli idonei;
  • l’ennesimo blocco delle ferie e permessi per il periodo natalizio, senza precisare quelle che
    sono le esigenze organizzative che limitano il diritto dei lavoratori al riposo, al pari di tutti gli
    altri lavoratori del Comune. Come accade ormai da parecchi anni, l’Ente non ha pianificato le
    ferie dei dipendenti nel periodo Natalizio, privando a tutti di poter trascorrere qualche giorno in famiglia. Ricordiamo che le ferie svolgono una funzione ristoratrice, ossia consentono al
    lavoratore di recuperare le energie psico–fisiche impiegate durante l’attività lavorativa. Si
    ricorre, ormai, molto spesso al blocco delle ferie, già verificatosi per il ferragosto e per il periodo della commemorazione dei defunti;
  • non ultimo, il continuo dileggio del Corpo di Polizia Municipale, a mezzo social, da parte di chi, invece, avrebbe dovuto difenderlo ed onorarlo. Si sottolinea, per l’ennesima volta, che tali comportamenti alimentano odio sociale nei confronti del personale della P.M., mettendo a
    rischio, finanche, l’incolumità fisica degli operatori, senza alcuna distinzione.

Qualora le risposte date sui temi sopra descritti non saranno ritenute sufficienti, si procederà
con tutte le forme di lotta previste dalla normativa vigente a tutela dei lavoratori

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