Le accuse di sessismo al Presidente Cardile: la replica agli assessori Previti e Musolino, “Applicato solo il regolamento”.

Volano ancora parole e stracci in Consiglio Comunale. Dopo le accuse di sessismo al Sindaco De Luca da parte dell’onorevole Angela Raffa a causa delle infelici parole pronunciate durante una diretta dal primo cittadino, ad essere accusato di sessismo adesso è il presidente del Consiglio Comunale Claudio Cardile.

le accuse al sindaco
La gaffe di De Luca “Paramassi, non paracazzi” e l’ira dell’onorevole Angela Raffa. Un nuovo caso per il primo cittadino. Accuse di sessismo.

Il presidente del Consiglio Comunale di Messina conferma di soffrire di una insopprimibile allergia nei confronti delle donne che rivestono ruoli nelle pubbliche istituzioni ed oggi ne ha dato una ulteriore e plateale dimostrazione, togliendomi ancora una volta la parola nel dibattito del pubblico consesso”. Avevano scritto ieri in una nota l’Assessore Dafne Musolino congiuntamente al Vicesindaco Carlotta Previti evidenziando l’insopportabile “lesa maestà”.

DALLA “CARTA IGIENICA” AL “CESSA” DI ORMAI ANTICA MEMORIA

Il Presidente Cardile, secondo quanto scrivono i due assessori, si sarebbe “infastidito” ad un intervento del consigliere Pergolizzi che si era opposto all’intervento del consigliere PD Alessandro Russo, “osservando” scrivono gli assessori “come la stessa fosse offensiva nei confronti dell’esponente di giunta le cui parole venivano così screditate assumendo la valenza di ‘carta igienica’”. Affermazione non proprio distensiva quella di Pergolizzi, a dire la verità.

Da qui il battibecco tra presidente ed assessore Musolino che ha rievocato il poco felice epiteto “cessa” (così è scritto) da parte del consigliere Russo all’indirizzo dell’ex assessore Laura Tringali da poco dimissionaria.

Parola dopo parola, il Presidente l’ha così tolta all’assessora Musolino che ha qualificato il gesto come “sessista“. Guarda caso proprio a ridosso delle accuse simili rivolte al Sindaco nella vicenda dei “paramassi non paracazzi“.

UN ENNESIMO TRISTE TEATRINO

Insomma un altro teatrino farsesco che non fa bene alla politica, che non interessa e che non giova alla città. Il sintomo di un rapporto istituzionale che di ufficiale ed etico non ha più nulla, tra Consiglio ed Amministrazione, con la completa assenza per “impegni superiori” da parte di un “sindaco cantante”. Tant’è che il Presidente Cardile non ci sta ad essere definito sessista o misogino e così liquida la vicenda in una nota, con tanto di annunciata querela, l’ennesima.

LA REPLICA DI CARDILE

“Si comprende” scrive Cardile “il nervosismo dell’assessora Musolino che vede le proprie delibere profondamente modificate dal Consiglio Comunale senza ricevere neppure il voto dei consiglieri che fanno riferimento al Sindaco, ma non si può giustificare che l’assessora reagisca cercando di screditare la mia persona.

Durante i tre anni di direzione di questa Presidenza mai si sono verificati fatti che abbiano potuto turbare la sensibilità delle donne né da parte dei consiglieri e né da parte del sottoscritto.

È evidente come l’Assessora abbia scambiato la correttezza istituzionale del sottoscritto per debolezza e dunque si sia convinta che in aula la stessa possa fare quello che vuole. Non è così e visto il reiterarsi da parte della Musolino di atteggiamenti irrispettosi verso l’aula si conferma per il futuro che questa presidenza sarà sempre più rigida nell’applicazione del Regolamento del Consiglio Comunale.

D’altronde nella seduta odierna (di ieri 17 novembre, ndr) ho semplicemente impedito all’assessora, avendone l’obbligo, di offendere gratuitamente e immotivatamente un collega togliendole la parola.

Con la consapevolezza che l’Assessora Musolino replicherà a questo comunicato, mentre il sottoscritto non lo farà, valuterò di rivolgermi ad un legale per salvaguardare il mio prestigio e reputazione” conclude la nota di Claudio Cardile.

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