La sedia vuota dell’assessora al Convegno sui minori e quelle relazioni sul “Centro Affidi” mai ricevute dal Tribunale

Il Convegno “I servizi Territoriali nella tutela dei Diritti dell’Infanzia” sembra aver messo a nudo ciò che da tempo alcune voci sparute denunciano ma, puntualmente ignorate o, peggio, schernite da chi per obbligo elettivo o per incarico è stato chiamato a gestire la cosa pubblica. Ciò che ha fatto al fine sobbalzare sulla sedia, vuota però al convegno, il Sindaco e, di conseguenza, la sua assessora al ramo, Alessandra Calafiore, è stato il Procuratore Pagano.

E ci voleva un giudice per indurre all’azione e far battere oggi i pugni ad un, sembra, arrabbiatissimo Cateno De Luca per una relazione richiesta dal Tribunale ma mai arrivata sul centro affidi del Comune di Messina? Sembrerebbe di si, viste le reazioni.

Le voci, sparute ma anche autorevoli in termini di competenza, come Angela Rizzo, denunciano che i “servizi sociali a Messina sono allo sbando con l’aggravante che sindaco, assessore al ramo e dirigente IGNORANO scientemente i forti segnali che lancia il territorio“.

Nel Convegno del 19 novembre scorso, che ha visto la partecipazione di tutti gli attori sociali, è stato evidenziato un quadro allarmante della situazione dei minori e degli adolescenti a Messina, con GRANDE ASSENTE il Comune di Messina.

Nella locandina si vedono tutti i loghi di chi ha dato il patrocinio, manca lo stemma del Comune di Messina, Non e’ stato chiesto il patrocinio oppure la richiesta è stata ignorata?

Il Procuratore Pagano: esorta “non lasciate sole le famiglie”.

Grazie a questo convegno è stato fatto il punto su cose risapute, ma accantonate: dispersione scolastica; problemi psicologici; problemi di socializzazione; disagi economici e familiari.

E’ una vera e propria emergenza infantile, ed i numeri emersi sono molto importanti, come ha evidenziato la professoressa Gabriella Di Rosa, Direttore Neuropsichiatria Infantile Policlinico “G. Martino” di Messina che ha avuto modo di constatare che: “ i numeri del disagio infantile e delle patologie che si sono notevolmente acuite e sono aumentate in termini di casi. Gli ospedali sono pieni di nuove psicopatologie: ragazzi vittime di autolesionismo o che tentano il suicidio. Grandi le difficoltà di cura e di reinserimento di questi ragazzi. Le patologie sono aumentate fino al 60% in più“.

Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Messina, Angelo Fabio Costantino, ha sempre affrontato tali temi puntualmente e con serietà, soprattutto per questa fascia di età, così vulnerabile.

La stessa cosa si può dire per il Sindaco di Messina e dell’assessore al ramo?

“Il 19 novembre il sindaco della citta’ di Messina insieme alla Presidente della Messina Social City, dice Angela Risso, erano a promuovere la carriera canterina di Cateno De Luca, fra Catania e Siracusa, mentre a Messina si parlava del disagio dei minori e del NULLA COSMICO di questa fallimentare amministrazione. L’assessore al ramo ASSENTE, perchè impegnata a organizzare “Un mondo a colori – Protagonisti del futuro” in cui appaiono i loghi dell’Atm, del Comune di Messina, e della Messina Social City e vengono spesi € 4.270,00 (vedi DETERMINAZIONE n° 10115 del 19/11/2021)“.

LE NON PERVENUTE RELAZIONI AL TRIBUNALE DEI MINORI

Proprio nello stesso momento in aula magna il  procuratore dei minori, Andrea Pagano denunciava la mancata trasmissione delle relazioni sui minori in affidamento da parte del Comune, mancanza che dura da circa due anni. Pagano ha anche detto sempre in aula magna all’Università di Messina, che, “a firma congiunta, il 16 ottobre era stata mandata nota ufficiale a Palazzo Zanca per chiedere la trasmissione degli atti entro 60 giorni. Relazione che non è mai giunta”, come asserisce il dottore Pagano.

“Questa amministrazione, scrive ancora Angela Rizzo, utilizza le giornate internazionali che dovrebbero essere di consapevolezza e per fare il punto della situazione solo per fare festini paesani con l’unico intento di fare passerelle, ma di concreto NULLA eppure c’e’ una gran fetta di cittadini che sta soffrendo, che chiede aiuto. Sono gli uomini e donne di domani e che questa amministrazione continua a ignorare buttando tutto in caciara. Chi ha usufruito di questo “mondo a colori”? non certo i bambini piu’ bisognosi, non certo le famiglie multiproblematiche della citta’. Hanno usufruito, infatti, anche coloro che hanno una florida situazione familiare e che vedono tutti i loro diritti soddisfatti. Non si puo’ ignorare che una grossa fetta di minori non e’ tutelato e che non c’e’ nessuno che combatte per affermare i loro diritti fondamentali: istruzione, salute, socializzazione, attivita’ ricreative. Vivono la loro infanzia in contesti fragili, nessuno si cura del loro disagio e dei loro bisogni eppure SPENDIAMO fondi del PON INCLUSIONE, CENTRI ESTIVI, ESTATE ADDOSSO, FONDI DELLA 328 e non passa giorno che sindaco e assessore al ramo parlino di progetti lunari, ma concretamente E’ IL NULLA”.

Sarebbe, quindi, il caso di sapere quanti sono i bambini e le famiglie multiproblematiche seguite dal Dipartimento Politiche Sociali e dalla Messina Social City; vedere, magari, un report dei disagi e delle azioni fatte; la mappatura dei bisogni. Tali informazioni sono richieste, dal Tribunale dei Minori, ed è il caso che la cittadinanza li conosca, visto che la realtà che è stata illustrata nel convegno del 19 Novembre è dipinta a tinte fosche . Servono numeri concreti, facce, situazioni, azioni fatte e risultati ottenuti.

Angela Rizzo, come è suo solito, si appassiona, giustamente, ed incalza senza mezzi termini: ” ESORTO tutti coloro che hanno a cuore i minori e gli adolescenti di alzare la testa e CHIEDERE ORA, SUBITO i diritti dei nostri figli“. E rivolgendosi all’Amministrazione comunale, “NON VI E’ PIU’ PERMESSO DI UTILIZZARE IL DENARO PUBBLICO destinato ai nostri figli per soddisfare altri bisogni CHE NON SONO QUELLI PER CUI QUESTO SINDACO E’ STATO ELETTO. NON FUNZIONA COSI’”.

LA STORIA DEL CENTRO PER LE FAMIGLIE

“Un esempio su tutti per comprendere la gestione attuale” continua Angela Rizzo, “con strilli di tromba era stato annunciato l’apertura del Centro per le famiglie. Il 6 febbraio 2020 con un comunicato stampa pregno di autoelogi e autoincensamenti Veniva, infatti, comunicato ai cittadini tutti che: “presso i locali di via Placida n. 101, sarà inaugurato il “Centro per le famiglie”. Tante altre attività saranno realizzate perché le famiglie possano essere “al centro” dell’attenzione dell’intera comunità con la consapevolezza che: “Ohana significa famiglia e Ohana significa che nessuno viene abbandonato e dimenticato”.” A quanto pare la sinergia E’ FINITA, Ohana ha cambiato significato e le poche famiglie che hanno avuto la fortuna di avere qualche approccio sono STATE ABBANDONATE e DIMENTICATE. Eppure fino a gennaio 2021 con verbale n. 1 del 9 gennaio 2021 a firma della presidente della MSC sono state date disposizioni di pagamento. “La presidente presa la parola, rappresenta che, stante l’urgenza, l’azienda speciale ha provveduto ad effettuare alcuni pagamenti OFFICINA delle famiglie e PON METRO 3.1.1a”(questi ultimi quelli che servono per il risanamento). Si legge anche che sono stati effettuati i pagamenti fino al mese di novembre 2020. La lettura di questo verbale fa sorgere molti dubbi su come viene redatto il bilancio della partecipata, come vengono introitate queste somme e come vengono pagati i dipendenti“.

Per il Centro per le Famiglia, se per l’apertura la rilevanza mediatica è stata imponente, per la chiusura nulla sarebbe stato detto se non solo sulla scarna pagina della Messina Social City dove appare la scritta: TEMPORANEAMENTE SOSPESO. I telefoni squillano ma non risponde nessuno. CHIUSO, e le poche famiglie NON SONO STATE NEMMENO INFORMATE.

Nel giorno in cui si celebra la “Convenzione dei diritti del fanciullodue ragazze sono state portare al pronto soccorso per abuso d’alcol” dice ancora la Rizzo, “è lo specchio della disattenzione all’infanzia e all’adolescenza nella nostra città. I ragazzi da questa amministrazione sono visti come primi fruitori di movida e feste di piazza e non nei loro bisogni più profondi. Non basta multare il locale o chiuderlo, il disagio giovanile si contrasta con azioni sistemiche, attività, progettualità e programmazione, elementi che sembrano del tutto assenti con questa amministrazione“.

Per il Comune di Messina, Sindaco ed assessore al ramo, NON PARTECIPARE al convegno del 19 Novembre ha dato un messaggio non positivo, anzi del tutto negativo. Così come quelle relazioni non inviate al Tribunale dei minori.

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