ASP – ASU di nuovo in protesta. Crocé CSA “Si vogliono stabilizzare i lavoratori emergenza Covid e ci si dimentica di chi ha oltre 20 anni di servizio”

Gli ASU dell’ASP di Messina di nuovo in protesta. Hanno incrociato le braccia stamattina per partecipare all’assemblea ad oltranza indetta stamattina dal Dipartimento ASU, CSA Sicilia, con Clara Crocè che da tempo combatte una lotta ad oltranza per vedere riconosciuto il diritto di questi lavoratori “fantasma” al riconoscimento dei loro diritti. Lavoratori non semplicemente “di supporto” o ad integrazione ma che svolgono funzione di assistenza all’utenza in molteplici settori, e la loro assenza oggi si sente e si vede.

Se tutti gli ASU della Sicilia, in tutti i settori in cui sono impiegati nella Pubblica Amministrazione, smettessero improvvisamente di lavorare molti servizi si paralizzerebbero” ha detto Crocé. “Sono 4.571 in Sicilia, un esercito di lavoratori a cui i più semplici diritti non sono riconosciuti. Coloro che da quasi più di vent’anni lavorano al servizio dell’ASP di Messina, dapprima con le cooperative ed oggi alle dirette dipendenze, è come se lavorassero in nero. E’ giunto il momento che si applichi quanto prevedono le norme di legge per chi lavora a diretto contatto con gli enti: la loro stabilizzazione e la fine di questa vergognosa situazione di precariato” ha detto ancora Clara Crocè.

“Il commissario facente funzione di direttore generale dell’ASP di Messina dapprima promette incontri chiarificatori che poi non mantiene. Vogliamo sperare che le sue parole si traducano in realtà, ma a tutt’oggi da Bernardo Alagna abbiamo solo ricevuto le solite promesse e le solite parole vuote. Di fatto, su questo piano, possiamo tranquillamente dire che non vi è stato alcun atto di discontinuità tra Alagna e la gestione La Paglia. Si sta suonando la stessa musica che siamo stanchi di ascoltare, noi come sindacato e, soprattutto i lavoratori” ha detto Crocé.

E’ mai possibile che si pensi all’interno di ASP di procedere alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid, dimenticandosi di coloro che vi lavorano in modo precario da quasi vent’anni? E’ mai possibile che si pensi alle cause degli ultimi gettando nel dimenticatoio chi da un ventennio è al fianco dell’utenza? Noi di CSA non lo permetteremo“, ha tuonato Crocè.

Alagna sa che se vuole la guerra sono pronta a farla, ma non la faccio da sola: la faremo insieme ai lavoratori ASU, incrociando le braccia e smettendo di fornire quei servizi essenziali e non sostituibili che oggi vengono assicurati da questi lavoratori fantasma. Voglio informare Bernardo Alagna che questa manifestazione è ad oltranza, finché non ci riceverà e non fornirà le dovute risposte che i lavoratori attendono da tanto tempo. Alagna dia prova che l’aria all’ASP di Messina è finalmente cambiata”, ha concluso Crocé.

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