Asini volanti – Sorbello, “Cartello ritorsione di De Luca che offende l’onore del Consiglio Comunale e viola l’articolo 342 del Codice Penale. Altro che io ladro di cartelli”.

Art. 342 cp – “Chiunque offende l’onore o il prestigio di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica Autorità costituita in collegio, al cospetto del Corpo, della rappresentanza o del collegio, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000″.

Essere definito ‘ladro’ da Cateno De Luca non mi scalfisce minimamente, anzi ritengo che sia quasi un complimento“, lo dichiara a caldo Salvatore Sorbello, il consigliere comunale di Messina, nonché avvocato, tacciato di “furto di cartello” da parte del Sindaco di Messina Cateno De Luca, per aver rimosso un foglio formato A4 affisso sulla porta esterna dell’ufficio di Gabinetto del primo cittadino sul quale c’è scritto “Vietato l’ingresso agli asini volanti”.

asini volanti
De Luca ripristina “l’EDITTO” anti “asini volanti”. “Querelo Sorbello. Ha rubato il mio cartello”. Il silenzio del Consiglio continua.

O votate quello che dico io o siete asini volanti, per sintetizzare il suo pensiero da cui origina quel cartello” dice Sorbello.

“Sul cartello, illegittimo peraltro, il Sindaco vieta l’ingresso a fantomatici asini volanti che probabilmente vede solo lui o suoi fan più sfegatati. Soprattutto quelli che vivono fuori città e che sostengono il Sindaco e lo appoggiano su qualsiasi cosa dica. Gli stessi che si permettono anche di scrivermi alle tre di notte, come ieri” continua Sorbello.

Io ho dormito benissimo stanotte. Non credo lo stesso per Cateno De Luca il quale non può non sapere che il suo cartello, che ha, ancora una volta illegittimamente riposizionato, è un divieto che non può essere esposto sulla porta di un ufficio pubblico. Un divieto di fumo è un cartello legittimo in quanto tale divieto è stabilito con apposita disposizione governativa a norma di legge. Il suo cartello sui supposti asini volanti è quindi un abuso ed un documento esposto illegittimamente, ribadisco. Un atto ritorsivo, e sottolineo ritorsivo, perché nato da una sua dichiarazione circa le espressioni di voto del Consiglio Comunale contro alcune sue proposte di Giunta. Se esprimere democraticamente la libertà di voto da parte del Consiglio Comunale ritenendo di non votare tutto ciò che è promanazione del Sindaco di Messina significa essere additati sui social in ogni momento e con un offensivo cartello come asini volanti, allora il Sindaco sta contravvenendo a quanto disposto dall’articolo 342 del Codice Penale e concretizza una vera e propria ritorsione contro il Consiglio. O votate quello che dico io o siete asini volanti, per sintetizzare il suo pensiero da cui origina quel cartello” dice Sorbello.

L’articolo 342 cp. infatti stabilisce che “Chiunque offende l’onore o il prestigio di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica Autorità costituita in collegio, al cospetto del Corpo, della rappresentanza o del collegio, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000″.

Insomma secondo l’avvocato Salvatore Sorbello quel cartello viola proprio l’articolo 342 del Codice Penale e costituisce un reato commesso dal Sindaco. “Altro che io ladro di cartelli. De Luca offende sapendo di offenderlo un organo amministrativo e politico, massima espressione del voto democratico della città. E’ lui che deve essere querelato”.

E poi Sorbello risponde anche sulla questione della reazione che secondo De Luca avrebbero potuto tenere gli agenti della Polizia Municipale assegnati al nucleo di sicurezza del Sindaco e che secondo lo stesso potevano anche “prendere a schiaffi (a moffe, in messinese) il consigliere in questione”. Non credo – dice Sorbello – che nessuno degli agenti della Polizia Municipale di Messina, che non sono certo i pretoriani di De Luca, si sarebbe mai permesso di compiere un gesto del genere, in quanto fin troppo professionali per commettere un reato grave come quello a cui il Sindaco li ha incitati nella sua diretta di ieri sera. Metterò in conto anche questo nella querela“.

In ultimo Sorbello conclude “Il Sindaco mi ha descritto come una persona in stato di alterazione. Ma chi è alterato se non chi sostiene di vedere gli asini volare!”.

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