Ambulanze 118: “In Italia solo il 15% con medico a bordo”. Lo studio FIASO del 2019 fotografa un’emergenza sanitaria

Uno studio presentato a metà del 2019 dalla Fiaso (Secondo Laboratorio FIASO sui servizi di Emergenza territoriale) , l’associazione che rappresenta una gran parte delle aziende sanitarie italiane, svela che la maggioranza assoluta delle ambulanze delle città italiane sono senza alcun medico a bordo: il medico, secondo lo studio FIASO è infatti presente solo nel 15% degli interventi, nel 30% i mezzi inviati in soccorso hanno solo infermieri e il restante 55% delle unità inviate vede la presenza dei soli volontari e soccorritori non sanitari.

I dati si riferiscono a un campione di 12 aree regionali e 18 aziende di emergenza sanitaria che da sole coprono circa un terzo dei soccorsi nazionali (2 milioni di interventi su un totale di circa 6 milioni l’anno a livello nazionale) e rivelano una realtà che non è però omogenea tra le regioni. La ricerca si è concentrata sui modelli organizzativi delle centrali operative 118, del trasporto sanitario su gomma e dell’elisoccorso e ha riguardato, in tutto o in parte, 12 Regioni e 18 Aziende sanitarie, che nel 2015 hanno garantito oltre 2 milioni di missioni di soccorso. Le Regioni interessate sono: Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le politiche e la programmazione regionale hanno consentito di omogeneizzare ancora solo in parte i sistemi di 118, ma al di là delle differenze territoriali i servizi di emergenza servono tempestivamente ed efficacemente ogni anno oltre l’11% della popolazione. Un sistema complesso e articolato che in media, nell’arco di un anno, dedica un mezzo di soccorso a ciascun residente per 35 minuti. Minuti che diventano 10 se ci si riferisce ai soli mezzi avanzati, cioè con la presenza di almeno un sanitario a bordo. Il 55% delle missioni viene compiuto, infatti, da Unità operative mobili (Uom) di base, senza la presenza di sanitari, il 30% con Unità con infermieri a bordo e il 15% con la presenza di un medico”, si legge nello studio.

La presenza di personale medico nelle Unità operative mobili – precisava nel 2019 Maria Paola Corradi, Vice Presidente Fiaso, Dg dell’Ares 118, nonché coordinatrice del Laboratorio – è perfettamente in grado di garantire l’adeguata assistenza ai pazienti codice rosso, che rappresentano circa il 5% degli interventi. Nei casi meno gravi il personale infermieristico e i volontari adeguatamente formati sono addestrati a gestire i parametri vitali dei pazienti in qualsiasi circostanza, nella fase di soccorso e trasporto. La conformazione dei nostri mezzi di soccorso – continua Maria Paola Corradi – è quella di riferimento al livello internazionale. Basti pensare che negli Stati Uniti non è prevista nemmeno la presenza di un infermiere a bordo”.

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