L’accorato appello a CATENO del TOMBINO dimenticato: “due settimane che ti aspetto…”

Può un tombino parlare? Certo che no, ma se potesse, quello nella foto, direbbe quello che abbiamo sintetizzato nel titolo. Per fortuna al posto del tombino può parlare il titolare di un bar di via Adolfo Celi, incrocio per Minissale, Largo La Rosa, a Messina, il locale nel quale il 3 di ottobre scorso il Sindaco di Messina, di ritorno dall’assemblea di Taormina per Sicilia Vera, con quasi l’intera Giunta comunale, si è fermato per prendere un caffè. Anzi, un’acqua tonica lui ed il caffè i suoi collaboratori.

E’ in quel frangente che proprio il titolare del bar lo informa di quel tombino sfondato e pericolosissimo al momento coperto da un’imballaggio rigido che almeno evita che qualcuno si ferisca gravemente. Il titolare del locale informa De Luca che ha cercato di segnalare più volte il tombino pericoloso, posto tra l’altro in un marciapiede ampiamente percorsa da molti anziani ed a tutte le ore. Ma, specifica il barista, “al 771000 non mi risponde nessuno”.

Il Sindaco spiega allora che “è di competenza dell’AMAM” e che “Domani vengo io”, rincalzato dall’assessore al momento presente e competente al ramo che sottolinea “Verrò anche io e prenderemo il caffé”.

Dal 3 di ottobre il tombino è ancora lì, bucato e pericoloso. “Non si è visto nessuno” dice il barista. “Il Sindaco e l’assessore hanno anche fatto le foto, ma da allora il nulla ed il tombino è ancora lì, coperto da quel cartone”.

Da qui l’appello disperato del tombino: “Due settimane che ti aspetto..” ma non è intervenuta né l’AMAM, né è stato messo in alcun modo in sicurezza…

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