Green Pass e tamponi molecolari. Il CSA DIFFIDA Città Metropolitana, Comuni e partecipate a farsi carico dei controlli e del costo di essi.

“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”

E’ quanto stabilisce l’articolo 2087 del Codice Civile in merito alla sicurezza sul posto di lavoro, circa gli obblighi in capo al datore di lavoro. Ed è su questo principio, e non solo, che si basa l’invito/diffida a prendere corretti provvedimenti da parte del sindacato CSA Regioni Autonomie Locali, a firma del suo Segretario Generale di Messina, Pietro Fotia, di Clara Crocé e di F. Vento.

Con la nota ufficiale inviata dal sindacato al sindaco metropolitano di Messina Cateno De Luca, ai sindaci, ai segretari, a tutti i dirigenti, ai responsabili delle partecipate comunali ed ai responsabili delle aziende di settore I.A., il CSA intende fare chiarezza sulla vicenda relativa all’obbligo del Green Pass e dei tamponi molecolari, che devono intendersi come presidi atti a mantenere la sicurezza sul posto di lavoro e che, quindi non possono che essere di competenza ed onere dei datori di lavoro stessi.

A tal proposito il CSA chiede che si provveda a trasferire in capo all’azienda, ente e quindi al datore di lavoro, proprio l’onere dei tamponi necessari, si ribadisce, non solo a chi non è possessore di Green Pass, ma anche, mediante controlli a campione, a chi, nonostante sia titolare di pass, in quanto vaccinato, deve essere sottoposto a controllo in quanto l’esperienza ultima insegna che anche costoro possono infettare, non avendo assunto alcuna immunità alla malattia.

In particolare alla luce della normativa e preso atto dello stato di pandemia, il CSA chiede che “I soggetti in indirizzo” provvedano:

1. ad adeguarsi alla vigente normativa, di informare questa O.S. di eventuali discordanze interpretative in merito a quanto esposto;

2. al pedissequo rispetto dei protocolli attinenti l’emergenza covid 19, attinenti la sicurezza dei lavoratori e la salubrità dei luoghi lavoro ed alle procedure obbligatorie in caso di positività al covid 19, comprensive della comunicazione agli organi competenti per la tracciabilità;

3. a porre in essere tutte le misure di sicurezza per garantire la non trasmissibilità del “covid 19” controllando anche i soggetti vaccinati ed esenti, stante le ultime criticità avvenute in varie sedi lavorative e che hanno interessato anche soggetti vaccinati, che possono a loro volta infettare”.

In ultimo il CSA avverte che “nel denegato caso contrario, si procederà a fornire ogni utile assistenza ai lavoratori”.

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