La ministra per il Sud, Mara Carfagna, a Messina

“Ci tengo moltissimo a essere qui a Messina, ho voluto essere nuovamente qui a distanza di mesi perché penso che la vicenda di Messina abbia un valore simbolico per due ragioni. Messina e il simbolo di un modello di governance efficiente. Lo Stato decide, stanzia le risorse, il suo rappresentante sul territorio, il prefetto Di Stani e la politica attraverso il sindaco Cateno De Luca realizza” lo ha detto la ministra Mara Carfagna in visita a Messina. “E devo dire che sono stati tutti bravissimi, continua la ministra, perché in soli pochi mesi hanno messo su un sistema efficiente che porterà presto è sta già portando alle prime demolizioni e ai primi ricollocamenti degli abitanti. La vicenda di Messina è inoltre simbolica perché rappresenta il compito che mi sono data da Ministra del Sud, quello di cancellare le vergogne del Mezzogiorno. Le vergogne della baraccopoli a Messina e delle tante altre vergogne che affliggono il nostro mezzogiorno. I collegamenti che mancano, le stazioni ottocentesche, gli asili nido che sono carenti. Di tutto questo ci stiamo occupando e abbiamo avviato un lavoro in questa direzione con grande determinazione. Il Sud è al centro di un progetto di sviluppo che stanzierà nei prossimi cinque anni 82 militari di euro del Pnrr oltre ai fondi strutturali europei. Se questi soldi verranno spesi bene e,Come ricorda il Presidente Draghi onestamente, avremo un Sud più connesso, più moderno e soprattutto con servizi e diritti uguali per tutti”.

“Io la penso da sempre come Berlusconi. Ho sempre teorizzato più che partiti unici o federazioni la necessità di rafforzare Forza Italia e di rafforzare l’anima liberale, moderata, garantista del centrodestra perché solo con un centrodestra a trazione liberale ed europeista possiamo coltivare l’ambizione di vincere la sfida delle elezioni e di governare questo paese”. Così la ministra Mara Carfagna, a Messina per l’abbattimento della baraccopoli, commentando le parole di Silvio Berlusconi secondo cui senza Forza Italia non si vince.

“Sulla questione interna alla Lega tra Salvini e Giorgetti non è  mia abitudine intromettermi nelle dinamiche interne di un altro partito dico semplicemente che quello che accade deve portarci ad una riflessione sull’atteggiamento che spesso tanti partiti italiani hanno tenuto volendo essere allo stesso tempo un  partito di lotta e di governo. Penso che questo atteggiamento  non paghi soprattutto con un Governo come questo che ha arginato l’ondata della pandemia, che riportato alla vita e al lavoro 60 milioni di italiani, che ha riportato gli studenti a scuola in presenza, che ha ottenuto la prima tranche di finanziamenti dall’unione Europa., che sta festeggiando l’aumento del PIL del 6 percento. C’è poco da lottare contro un governo come questo”.

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