ATM affida a ditta esterna il servizio di vigilanza contro aggressioni ai verificatori. Interrogazione di Alessandro Russo.

Si apprende da organi di stampa che l’Azienda ATM S.p.A. ha proceduto all’affidamento in esterna per trenta giorni di un servizio di affiancamento da parte di una società privata di vigilantes dei verificatori aziendali sui bus e sui tram” lo scrive il consigliere comunale PD, Alessandro Russo, in un’interrogazione al Presidente di ATM e per conoscenza all’assessore ai rapporti con ATM, Francesco Gallo. “Accanto al sostegno nelle attività di verifica dei biglietti, i vigilantes dovranno anche assicurare un servizio di controllo contro aggressioni o atti vandalici a danni dei mezzi e dei lavoratori” scrive Russo.

Desta particolare stupore – continua – l’affidamento in esterna, e per così breve lasso di tempo, di un servizio così delicato che altre aziende trasporti di grandi città italiane hanno provveduto ad assicurare con risorse di personale interno, costituendo dei veri e propri “nuclei di protezione e sicurezza” da impiegare su tratte e per orari a rischio elevato per i lavoratori.

L’ATM S.p.A. sta procedendo da tempo ormai a rafforzare il proprio organico interno, ampliando i lavoratori impiegati nel servizio di trasporto pubblico, a partire dagli autisti, nell’ottica che la bontà della scelta di un operatore di TPL interamente pubblico risieda anche nella possibilità che la società di gestione sappia affrontare eventuali nuovi servizi con risorse interne, non disperdendo con affidamenti esterni, seppure di breve durata, risorse che potrebbero essere impiegate internamente.

Esiste all’interno di ATM un bacino di lavoratori, segnatamente gli operatori della ZTL cittadina, che avrebbero i requisiti di impiego sia per il controllo dei biglietti sui bus, sia – con opportuno corso di formazione – per la costituzione di un nucleo di protezione e sicurezza aziendale tutto interno e senza ricorrere ad affidamenti esterni.

In particolare, esiste all’interno di ATM un bacino di lavoratori, segnatamente gli operatori della ZTL cittadina, che avrebbero i requisiti di impiego sia per il controllo dei biglietti sui bus, sia – con opportuno corso di formazione – per la costituzione di un nucleo di protezione e sicurezza aziendale tutto interno e senza ricorrere ad affidamenti esterni.

Se è confermata la volontà dell’Azienda di ricorrere sempre più ai nuovi ausili tecnologici per sostituire gradualmente i lavoratori fisici nel rilevamento della sosta in ZTL, ci si dve porre seriamente il problema di come dover riutilizzare i lavoratori che non verranno più impiegati nel controllo della sosta in centro città.

Come dimostra, in particolare, l’utilizzo di alcuni lavoratori della ZTL in servizi più vari e disparati effettuato da ATM in questi mesi, soprattutto nel momento di pandemia che si è vissuto, è sempre più evidente la necessità di ripensare con ottica di lungo periodo questi lavoratori, piuttosto che esporli potenzialmente a rischio di futuri licenziamenti.

Il servizio di protezione e sicurezza è un servizio che serve – i fatti di violenza e aggressione subiti da lavoratori dell’Azienda e dai mezzi della stessa anche di recente lo dimostrano chiaramente. Piuttosto che procedere ad affidamenti diretti a ditte esterne, che possono coprire solo per un breve periodo il servizio, salvo poi continuare con ulteriori affidamenti nel tempo a giovamento di aziende private ed esterne, avendo l’ATM a disposizione un bacino ampio di lavoratori come gli operatori di ZTL, è da chiedersi perché non si procede a riqualificare e formare costoro al fine di costituire un nucleo stabile di operatori di protezione e sicurezza aziendale, impiegando per fini interni le risorse pubbliche che ATM invece così destina ad affidamenti privati.

Nel contempo, oltre ad assicurare un servizio necessario e utile, si assicurerebbe nel tempo che il progressivo impiego di nuove tecnologie per il controllo della sosta a pagamento della ZTL cittadina non esponga a rischio occupazionale le risorse umane attualmente impiegate in tale settore” conclude Alessandro Russo.

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