Tragedia di Caronia: il dettaglio delle intercettazioni della Procura. Tra esorcisti, il tentativo di suicidio e le verità non dette

 

MESSINA, 4 SET – Il dettaglio delle intercettazioni da parte della Procura di Patti nei confronti della famiglia di Viviana e di suo figlio Gioele, morti tragicamente nelle campagne di Caronia, a Messina, viene fuori da ADN Kronos, l’agenzia che ha avuto modo di leggerne i dettagli. La richiesta di archiviazione della Procura di Patti ha basato su di esse la richiesta di archiviazione per omicidio-suicidio. Secondo la Procura la condizione psicologica di Viviana Parisi era compromessa da non poco tempo e la famiglia ne era cosciente. “Per andare nelle trasmissioni televisive che parlavano della morte della moglie Viviana Parisi e del figlio Gioele, Daniele Mondello voleva soldi “molti soldi”, “almeno cinquemila euro” scrive ADN Kronos. In cambio di una presenza “esclusiva” in una tv nazionale. E’ quanto emerge da una intercettazione del 10 ottobre 2020 tra lo stesso deejay e il cognato, Roberto Parisi. “Hanno chiamato papà, Antonio Nicodemo!”, dice il cognato. E Daniele: “Eh. Che è successo?”. “Eeeh… no, niente. No… gli chiedevano… siccome loro non ci sono lì in studio… perché sono a Cosenza per un altro caso… Allora hanno chiesto a papà se… se se la sentiva di andare in studio. Lì a Milano”. “Addirittura…”, dice Daniele. E il cognato: “Sì. Dice che…vabbè… oltre alle spese dei viaggi e tutto quanto… dice che gli danno pure qualcosa”. “Se vuole andare…”. “Però lui non vuole andare perché dice: “minchia! Il coronavirus… poi è una sfacchinata!””. E Daniele aggiunge: “Ma infatti, mi sto facendo preparare il messaggio da…”. “Eh, no. Ma infatti io ti ho chiamato perché… perché siccome, so che tu… ti avevano chiesto anche a te… e a questo punto…”. E il marito di Viviana risponde: “No, ma io… io cerco loro molti soldi. Non mi interessa. Se mi vogliono … (incompr…) altrimenti non ci vado“. Roberto: “Mi ha detto… ti danno anche qualcosa”. “Se già mio padre gli ha detto che gli dà dei soldi… eh… tu, pure, gli puoi chiamare e dire: “vengo…”. E Daniele risponde: “Sì. Ma infatti mi sto preparando il messaggio da Claudio (il cugino avvocato ndr). Lo hai sentito ieri… me lo scrivi? Gli ho detto di preparare il messaggio che io… per il fatto dell’associazione… per la serata… per tutto quanto… io ho bisogno di soldi. Va… cioè…”. “Per avere ‘ste cose. Quindi adesso, vediamo… omissis … eh, vediamo. Organizziamo. Io gli avevo detto di no. Ora”. “Vediamo Roberto, quanto mi danno, perché sennò non mi muovo. Non mi interessa. Perché non mi interessa”. “Io, fosse anche mille euro, ci andrei di corsa”, dice il cognato. Ma Daniele Mondello non ci sta e replica piccato: “Ma quale mille euro, Roberto! Sì, mille euro! Ma non esiste! Almeno… ma… il più scarso deve essere cinquemila euro!”.

La famiglia sapeva che Viviana non stava bene

“Non me l’aspettavo una cosa così, che andava a finire così. Pensavo che lei se ne era scappata, perché si spaventava che gli prendevano il bambino, aveva la fissazione che gli prendevano questo bambino… e quindi non lo so boh… se ne è scappata?… che cazzo ne so… ora martedì vediamo nell’autopsia”. Sono le 21.42 del 9 agosto 2020, come riportato da ADN-Kronos. Il giorno dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Viviana, quello del bambino sarà ritrovato solo il 19 agosto, sempre nei boschi. Quella sera, il marito della donna, Daniele Mondello, anche lui deejay, parla con un amico, Tonino.

“Lei era malata, diceva sempre che mi sarebbe successo qualcosa a me e al bambino. A me e al bambino. Aveva sempre queste paure allucinanti, delle paure pazzesche”, dice Daniele nelle intercettazioni visionate dall’Adnkronos. E aggiunge: “Secondo me gli è scoppiato il cuore… – dice senza sapere di essere intercettato – gli è venuto un attacco cardiaco… troppo caldo, troppo…”. L’amico, Tonino, gli dice: “Sì, ma c’è qualcosa che non va, secondo me, dico…”. E Daniele: “Sì, perché non si trova il bambino, quella è una cosa strana”. E aggiunge: “Mi stanno massacrando, per quello che mi dicono… io non leggo niente”. E l’amico: “Tipo che la colpa è tua. Ma che cazzo…”. Il marito della donna replica: “Che cattiveria. Ma che ne sanno le persone di quello che ho passato io”. “Non si è voluta fare aiutare, io ho fatto il possibile, ma…”. Quando l’amico gli prospetta l’ipotesi che qualcuno possa avere preso il bambino, che poi verrà ritrovato solo il 19 agosto, Daniele dice: “A me sembra difficile, perché lei era malata, capito? Aveva questo problema qua, di persecuzione, hai capito? Si spaventava che…”. “Le è venuto qualche attacco cardiaco e il bambino è rimasto là solo come un cane”.

Secondo la Procura la donna ha dapprima strangolato il bimbo e poi si è tolta la vita

Nella richiesta di archiviazione la Procura di Patti (Messina), che ha coordinato l’inchiesta per omicidio e omissioni di atti di ufficio, scrive che la donna avrebbe prima strangolato il figlio e poi si sarebbe tolta la vita lanciandosi dal traliccio, ai piedi del quale è stata trovata nel pomeriggio del 6 agosto. Per suffragare questa ipotesi, il Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo, ribadisce che la donna aveva seri problemi psicologici, emersi anche dalle intercettazioni telefoniche a ambientali a parenti e amici di Viviana Parisi. Come questa in cui il marito, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere ammette all’amico Tonino che la donna soffriva di manie di persecuzione.

Daniele, sempre dalle intercettazione visionate dall’Adnkronos, ribadiva come sua moglie soffrisse di manie di persecuzione, ritenendo di essere inseguita e pedinata, addirittura, da macchine di grossa cilindrata (“…. e invece con l’incidente, là si è cacata di sotto, chissà cosa gli è sembrato, ha pensato chissà ora cosa succede, o magari gli sembrava di essere inseguita. Perché lei mi diceva così, il fatto di essere seguita… che la seguivano con le macchine grosse… per esempio ti vedeva a te che avevi la macchina, che tu hai la X… là… che cazzo è… e a lei gli sembrava che inseguivano a lei se è il caso. Diceva che la inseguivano macchine grosse. … Aveva questa cosa qua. Sì sì. Che la seguivano, che la guardavano… sì, manie di persecuzione. … e si si… si fissava, si fissava…”).

“Chissà cosa gli faceva dire la testa”

Poi Daniele Mondello ipotizza all’amico che Viviana, subito dopo l’incidente, potesse essersi nascosta, sottraendosi volontariamente a chi la stava cercando, nella convinzione che le avrebbero tolto il bambino, alla luce dei suoi “anomali” comportamenti (“…. martedì pomeriggio così… non lo so… non mi ricordo bene, perché ero in giro. Mi è venuta questa cosa qua. Forse lei, che ne sappiamo, è possibile che si sia prima nascosta e poi… si, nascosta e non la vedevano. Magari lei passava e vedeva i lampeggianti e quindi si è nascosta, si spaventava. Pensava, ora qua mi prendono il bambino. Chissà cosa gli faceva dire la testa”.

 

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