Stamane al Policlinico SIT IN dei lavoratori della SIARC. FIADEL “Senza stipendio da luglio, contratti part-time ma con straordinari ‘obbligatori’. Minacce contro la nostra assemblea”

Per citare una canzone di Vasco Rossi, stamattina ed in tutta questa settimana, noi come sindacato ed i lavoratori della SIARC al Policlinico, abbiamo avuto gli ‘spari sopra’. Ovviamente una metafora che però vuole rappresentare il clima intollerabile di minacce e di pressione che abbiamo subito per aver esercitato il diritto sindacale ed il diritto di protestare, da parte dei dipendenti della società che garantisce i pasti ed il servizio bar in questo ospedale”.

Lo ha detto stamane Clara Crocè di FIADEL, il sindacato che rappresenta oggi i lavoratori della SIARC, senza stipendio da luglio e con la 14esima mensilità che manca all’appello.

Ma il punto non è solo questo, ha detto ancora Crocé, chiediamo alla SIARC, ma anche la Confindustria deve risponderci, perché si continua ad utilizzare, in questa azienda, lo straordinario come strumento di programmazione dei turni con carichi di circa 70 ore obbligatorie, senza invece provvedere a quanto sarebbe di certo più economicamente conveniente per la SIARC stessa, ovvero aumentare il monte ore del contratto di questi lavoratori. Alcuni di loro hanno firmato contratti di lavoro per sole tre ore. Una firma, tutto sommato, dovuta al momento del transito da un’azienda all’altra in conseguenza del passaggio del contratto di appalto. E’ un interrogativo a cui deve rispondere, come ho detto, non solo la SIARC ma anche la Confindustria: si può fare quest’abuso dello strumento dello straordinario, nato per coprire problemi eccezionali di carenza di organico?”.

Ma oltre agli stipendi non pagati ed allo straordinario come “sistema”, con turni anche del doppio rispetto a quello che il contratto di questi lavoratori prevede, c’è un altro problema grave e lo spiegano gli stessi lavoratori. “Siamo tutti protestati e senza fondi pensione aggiornati. Ognuno di noi ha una cessione del quinto o un fondo pensione al quale contribuiamo mensilmente con la trattenuta che viene normalmente operata sullo stipendio da parte dell’azienda ma che la stessa poi, colpevolmente, non gira alle finanziarie o alle società di gestione” dicono a gran voce.

Ed ancora, questa situazione di pagamento “con il contagocce” delle spettanze maturate ha messo in difficoltà lo stesso Policlinico: “L’Ente ospedaliero, come prevede la legge, già dal mese scorso era pronta a pagare le spettanze mancanti trattenendo alla SIARC gli importi dovuti ma ad oggi non è ancora chiaro chi è stato pagato e chi no” dice Crocè.

Il fatto è che per primi vengono pagati i sindacalisti (delle altre sigle) per tenere ‘buoni’ i lavoratori. Un fatto testimoniato dai lavoratori e che, se confermato, sarebbe gravissimo. Vero è di certo che il Policlinico adesso non sa chi è stato pagato e chi no. Una strada senza uscita che ha bloccato gli altri lavoratori rimasti senza soldi, in difficoltà con le finanziarie e senza poter dare sostegno alle proprie famiglie. Saliremo, pertanto, oggi dal dirigente sanitario, che ha dato l’incarico in l’appalto a SIARC, per capire il da farsi” ha concluso Clara Crocè.

All’assemblea di protesta odierna ha partecipato una rappresentanza dei lavoratori di SIARC, al fine di mantenere i turni di servizio per la preparazione dei pasti del Policlinico.

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