La denuncia – Angela Rizzo, “I dieci piccoli down di Saro Visicaro. Meter & Miles: la morte del volontariato sta nell’essere ignorati”.

MESSINA, 6 SET – “Era il 17 maggio 2020 e l’allarme era stato lanciato da tempo. Oggi 5 settembre 2021, NULLA DI FATTO. L’amministrazione comunale di Messina continua ad ignorare: Vincenzo, Giovanni, Antonio, Marco, Michele, Alfio, Ambra, Valentina, Margherita, Francesco, Lillo“. Così scrive Angela Rizzo sulla sua pagina social a proposito di Meter & Miles, l’associazione di volontari di Saro Visicaro che si fa carico, giornalmente e volontariamente, di 10 giovani con la sindrome di Down. Dieci giovani i cui loro diritti sono dimenticati, calpestati con il silenzio della politica che dovrebbe sostenere il loro futuro. La denuncia pubblica di Angela Rizzo che vogliamo faccia parte dei nostri articoli:
Sono 10, come i 10 piccoli indiani, ma loro non sono piccoli e non sono indiani, loro sono down, ma possiamo lo stesso continuare con il titolo originario del 1946 di Agatha Christie, Sono 10 down…e poi non rimase nessuno. Il numero di 10 é relativo all’attività che Saro Visicaro porta avanti da 26 anni, VENTISEI anni di battaglie da quando Saro ha fondato la Meter & Miles, con sede sotto i portici a Piazza del Popolo. In questi anni una infinità di progetti e attività per le 10 persone down che lo frequentano giornalmente, tutto rigorosamente a titolo di volontariato senza scopo di lucro: una vera onlus.
Gia’ perche’ a Messina è solo il volontariato che ha a cuore le sorti dei più deboli. La Meter & Miles aveva una sede anche a S. Filippo, ma l’associazione è stata privata della sede per questioni burocratiche da parte dell’Istituto Case Popolari. Il tutto si è consumato sotto gli occhi di ignavi politici. Le istituzioni anche in questo caso hanno fallito.
Ma i 10 capeggiati da Saro e altri volontari che si adoperano a far svolgere attività come ad esempio: pittura, poesia, ballo, teatro, giornalismo, convegni non si sono arresi e mai si arrenderanno davanti a questa società morta che non ama i suoi figli.
Non li uccide sparando, non usa gas mortali, ma li ignora ed è ancora peggio perché gli invisibili non fanno rumore. Se non esisti non hai diritti. Ecco loro non hanno diritti.
Eppure, il denaro gira nei servizi sociali e specialmente a Messina, il denaro destinato alle persone con disabilità, agli anziani, ai minori viene usato non preoccupandosi della funzionalità sociale ma del proprio tornaconto, si bada dunque a creare posti di lavoro al fine di alimentare il proprio BACINO ELETTORALE, a creare la famigerata clientela. Ed è ancora meglio che i lavori siano “precari”, incerti, traballanti così i lavoratori risultano sempre vincolati al do ut des.
Tornando ai 10 amici down, in questi anni hanno cercato in tutti i modi di rendersi visibili, parlano di educazione civica, fanno giardinaggio proprio nella piazza dove insiste la loro sede, piazza del Popolo, supplendo a ciò che l’amministrazione comunale non fa. Rendono decorosa una delle più belle e simboliche piazze di Messina, lo fanno con passione e dedizione. La spazzano, la infiorano, l’abbelliscono, ma non è un loro compito, c’è  una partecipata che ha questa mission e si chiama MESSINA SERVIZI BENE COMUNE. Le ville comunali e i giardini sono un letamaio, ed è sotto gli occhi di tutti e per i miei 10 amici sono luoghi proibiti. Dopo due mesi di silenzio da parte delle istituzioni e di solitudine di tutti coloro che usufruivano di quelle attività messe in piedi dai volontari, oggi devono chiudere i battenti.
Loro rispettano la legge, mentre chi è preposto a soddisfare i loro bisogni IGNORA tutte le leggi, i decreti, i fondi e tutto ciò che serve per l’integrazione delle persone con disabilità. Saro, ha deciso di mollare. E’ stanco, è frustrato, è rammaricato, ma il suo rispetto per il prossimo lo fa capitolare.
Cosa faranno ora Vincenzo, Giovanni, Antonio, Marco, Michele, Alfio, Ambra, Valentina, Margherita, Francesco, Lillo, e tutti gli altri, rimarranno chiusi nelle loro case, qualche passeggiata con il vecchio genitore e poi nuovamente a casa. Si, perché sappiamo benissimo che questi nostri concittadini, finita l’età della scolarizzazione, rimangono soli, non sempre i genitori hanno la forza di portarli in pizzeria, di portarli in spiaggia o a fare una gita. Rimarranno soli e tutto ciò che è stato fatto in questi ventisei anni, andrà in fumo.
In questi ventisei anni nessuno ha pensato a loro, già perché non sono solo 10 che hanno queste necessità ma molti di più, vero è che a Messina non si sa il numero esatto, semplicemente perché l’analisi dei bisogni NON E’ STATA FATTA, è stata presentata una Mappatura dei bisogni scopiazzata a destra e a manca con dati del 2014 e che non rispecchia i veri numeri che insistono nella città.
Otto anni fa era stata prevista un’azione nel piano di zona 2010/2012 di circa 2.800.000,00 euro, ma questa amministrazione dopo due anni dal suo insediamento ha pensato bene di cancellarla, a favore della Messina Social City. La Messina Social City, è paragonabile al famoso pozzo di S. Patrizio, in quel contenitore, fortemente voluto dal sindaco e da alcuni sindacati, sono stati collocate, more solito, tante figure apicali, di vecchia conoscenza dell’attuale sindaco. Con questo colpo di mano si potranno continuare a pagare prebende di sottogoverno: il presidente, il Cda, i consulenti, l’economo ed esperti vari.
Le Circolari della Regione Siciliana sono chiare, “In ogni caso si tratta di rafforzare le reti locali di solidarietà, valorizzando anche il prezioso impegno garantito oggi dalle associazioni di volontariato e dalle cooperative sociali. In questo particolare periodo le famiglie con un congiunto portatore di handicap vivono situazioni di forte disagio, anche sul piano emotivo aggravato dall’isolamento forzato. Gestire un minore o un giovane adulto disabile diventa un compito estremamente difficile in quanto il caregiver (spesso il genitore) non ha la forza fisica e psicologica per affrontare l’attuale e perdurante situazione” .
Caro Saro Visicaro, come puoi leggere tu stesso le circolari e gli atti appare chiaro che questa amministrazione NON HA LA VOLONTA di mettere in atto ciò che suggerisce la Regione e non vuole nemmeno alleviare il peso alle famiglie con persone disabili.  Il tempo della campagna elettorale per le amministrative è finito, ti ricordo che l’Assessore designata alle politiche sociali era presente in ogni dove e prometteva mirabilie. Conclusa la campagna elettorale delle amministrative la realtà è sotto gli occhi di tutti e non assomiglia per niente alle promesse.
Sono centinaia le famiglie che a Messina vivono i disagi prodotti o tollerati da questa sconclusionata amministrazione. La vanità dice il diavolo è il peccato più bello e il sindaco, che ama i riflettori delle tv, è  in tal senso un gran peccatore insieme alla sua giunta.
Vincenzo, Giovanni, Antonio, Marco, Michele, Alfio, Ambra, Valentina, Margherita, Francesco, Lillo da domani cosa faranno? Noi ci stiamo ponendo la domanda, ma a maggior ragione questo è un interrogativo che si dovrebbero porre le Entità preposte a vario titolo a gestire i Servizi Sociali che hanno a disposizione locali, personale, mezzi e finanziamenti e, una volta a conoscenza, la stessa domanda se la dovrebbero porre le Autorità di Controllo e di Garanzia, ma non per fare esercitazioni sociologiche, ma per dare risposte certe e rapide, nel solco della Giustizia”.

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