Docenti universitari contro il Green Pass. Sono 150 in tutta Italia. Otto a Messina. “Suddivide la società in cittadini di serie A e di serie B”

 

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MESSINA, 4 SET – “Preservare la libertà di tutti. Quella di scelta favorendo l’inclusione paritaria, in ogni sua forma” è l’appello pubblico di 150 docenti universitari degli atenei italiani sottoscritto anche a Messina che spiegano le ragioni del loro disaccordo con l’introduzione dell’obbligo del Green Pass nelle Università. “Nella situazione attuale, o si subisce il green pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall’insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente” scrivono i docenti. 

“Il Green Pass estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia – scrivono ancora – per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico. Tutti noi, però, – affermano i docenti – reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”) e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che ‘è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate o che hanno scelto di non essere vaccinate”.

CITTADINI DI SERIE A E DI SERIE B

“Il Green Pass suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione). Quella del “green pass” è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere. Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto (incluse le sue fondamentali componenti amministrativa e studentesca), per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l’accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari”.

I docenti che a Messina hanno sottoscritto l’appello pubblico sono (come riportati da Gazzetta del Sud): Dario CaronitiAntonella ArenaDino Costa, Mauro Federico, Pier Luca Marzo, Francesco Parisi, Daniele Tranchida Alessandro Tripodo. 

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