Covid e MONOCLONALI. Una CURA che ha meno effetti collaterali del vaccino? L’esempio del Veneto. E la Sicilia che fa?

8 SET – La cura per il Covid c’è. E sembra efficace. Ma la cosa peggiore è che lo sappiamo da tempo! Dopo lo “scandalo” dei farmaci monoclonali offerti gratuitamente a ottobre dello scorso anno (!) dalla casa farmaceutica ELI Lilly, ma inspiegabilmente rifiutati da AIFA , finalmente l’Agenzia del Farmaco “scopre” a marzo che possono essere somministrati “ma solo a soggetti immunodepressi e con gravità lieve o moderata”.

Eppure dei farmaci monoclonali si parla da quando c’è stata la corsa alla raccolta di plasma iperimmune, il cui utilizzo non è sempre stato favorito dal sistema sanitario. Perché? E cosa sono i farmaci monoclonali? «Sono la copia realizzata dall’industria della biologia molecolare dell’anticorpo presente nel siero iperimmune del guarito da Covid-19. In altre parole, sono gli anticorpi neutralizzanti, quindi gli IgG, copiati dall’industria farmaceutica». Sono quindi anticorpi a tutti gli effetti, già pronti. Una copia di quelli che sono presenti in chi il Covid l’ha avuto ed è riuscito a superarlo. Sono una cura efficace? Adesso, secondo AIFA lo sarebbe. Ma c’è voluto tempo, troppo perché la burocrazia sanitaria dell’Agenzia del Farmaco si muovesse e decidesse.  Su 738 “casi chiusi” con le monoclonali, l’89% è guarito senza andare in ospedale, un 10% è finito in ospedale e si registrano cinque decessi, dei quali quattro covid-correlati.

Ma la terapia monoclonale può sostituire il vaccino? Se si comincia a parlare di utilizzarla al posto della ipotizzata terza dose, la risposta potrebbe essere si. I monoclonali hanno effetti collaterali? Al momento sono stati somministrati ad una percentuale (colpevolmente) bassa di pazienti e gli effetti indesiderati registrati sono minimi e di lieve entità, solo il 3% di reazioni avverse, tutte lievi. Insomma non c’è morto nessuno. Anzi in tanti sono guariti, una percentuale molto alta rispetto alle cure ordinarie.

E qual è il vantaggio più importante? Più di uno: li produciamo tranquillamente in Italia e, soprattutto, possono essere somministrati in terapia domiciliare, cioè quando il virus non ha ancora fatto i danni peggiori e la situazione non è compromessa da complicazioni a livello, ad esempio, polmonare. E’ come immettere anticorpi all’inizio della malattia? Sembra proprio di si. Si pensi al vantaggio che ne deriva in termini di ospedalizzazioni…

Da marzo l’AIFA è tornata a più miti consigli sull’uso dei monoclonali ponendo dei paletti nell’uso, ma c’è chi ha deciso di somministrarli a tutti i malati, almeno 200 a settimana. Il Veneto, seconda regione per contagi in questo momento, ha deciso di fare di tutto per salvare i propri cittadini. E la Sicilia che è prima regione per contagi, che fa?

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