Trent’anni dopo – LIBERO, l’eroe “disubbidiente”, lasciato solo contro la mafia. Così morì Libero Grassi.

Trent’anni dopo – LIBERO, l’eroe “disubbidiente”, lasciato solo contro la mafia. Così morì Libero Grassi.

 

Palermo, 28 AGO – Nel suo nome c’era già la sintesi di quel che era e che poi avrebbe rappresentato, con la sua uccisione, LIBERO Grassi. Nato nel 1924 a Catania, in un famiglia antifascista, si trasferì presto a Palermo. Voleva fare il diplomatico Libero Grassi ed invece proseguirà la “strada” tracciata dal padre commerciante.

Libero Grassi fu il primo imprenditore siciliano a ribellarsi a tutti quei “geometra Anzalone“, dal nome con il quale si presentò al telefono il suo estortore, che affogano l’economia siciliana, ancora oggi. Ma se una coscienza civile ed una ribellione al pizzo ci furono negli anni dopo la sua morte, lo si deve proprio alla sua caparbietà ed al suo coraggio.

Libero Grassi si ribellò platealmente alle richieste di estorsione rompendo quel muro di silenzio che alimentava ed alimenta il sistema del pizzo. “Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia“, scrisse il 10 gennaio del 1991 in una lettera inviata al Giornale di Sicilia, con la quale rompeva la catena del silenzio e della sottomissione.

Un gesto impossibile da sopportare per la mafia e per i suoi estortori: i fratelli Avitabile della famiglia Madonia di Resuttana. Un gesto che nel più completo isolamento da parte di istituzioni e di Sicindustria, gli costò la morte alle 7.30 del 29 agosto, per mano di Salvino Madonia, figlio del boss di Resuttana. Quattro colpi di pistola il cui fragore si sente ancora oggi.

Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere. Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al ‘Geometra Anzalone’ e diremo no a tutti quelli come lui” aveva scritto qualche mese prima nella sua lettera al Giornale di Sicilia. Libero Grassi rimane un immortale esempio di “disobbedienza” alla mafia, di civiltà ed orgoglio siciliano.

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